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giovedì 25 maggio 2017

Cose di questo e altri mondi

Da NUOVA DELHI Ravi Godrick Vincent condivide su Esoteric Knowledge & Occult Science:


Trad.: "Ciò che abbiamo fatto solo per noi stessi,
muore con noi; ciò che abbiamo fatto per gli altri
e per il mondo, rimane ed è immortale" - Fratello Albert Pike"

Oggi in AUSTRALIA qualcuno lancia una petizione per avere salsicce vegan vendute per beneficenza dalla catena di grandi magazzini Pollings, la cui "sausage sizzle" (salsiccia sfrigolante) barbecue è definita "iconica" da Wikipedia;


(http://www.macarthuradvertiser.com.au/story/4684485/petition-for-vegan-sausages-at-bunnings-poll/)

Così che anche i saggi vegani Australi possano avere la loro dose di acrilammide quotidiana...
Come potrebbero vivere senza?!?

Qualcun altro negli USA (Arizona) si è accorto che la solita attrice catastrofica era presente anche all'ultimo "massacro" di Manchester, nella nuova versione biondo platino:



Trad.: "Quelle sopracciglia, però..."


Probabilmente il suo successo in questo settore dell'intrattenimento è dovuto proprio a quelle sopracciglia innaturalmente tristi; certo è che costei ha trovata la maniera per girare il mondo in cambio di qualche smorfia disperata... La carriera di attentattrice non è poi tanto male, se la coscienza ti lascia indifferente.

Dall' IRLANDARory Daniel O'Brien  condivide la lisa degli "attentati" e degli eventi catastrofici che dal 1913 -presunto anno di fondazione della Federal Reserve- hanno funestata la popolazione mondiale, e come vediamo sono tutti datati "22":


(però secondo Wikipedia la Federal Reserve è nata il 23 Dicembre 1913)

Una Kelly M. Scott pubblica in risposta l'addendum:

"22/2/1948 - Ben Yehuda Street bombings
22/7/1946 - The King David Hotel bombing 
22/11/1963 - JFK shooting
22/2/69 - bombings in Jerusalem
22/7/70 - bombing Reggio Calabria, Italy
22/5/70 - Avivim school bus massacre
22/4/79 - massacre at Nahariya, Israel
22/10/78 - Getxo, Spain, shootings
22/11/75 - Northern Ireland Drummuckavall 
22/10/74 - bomb, London IRA
22/2/72 - hijacking of Lufthansa Flight 649
22/7/85 - Copenhagen bombings
22/1/95 - The Beit Lid suicide bombing
22/2/04 - Liberty Bell Park bombing, Israel
22/1/02 - Attack Kolkata, India
22/12/00 - Attack on Red Fort in Delhi
22/7/11 - Norway attack
22/12/11 - Baghdad bombings
22/5/13 - Lee Rigby attack
22/3/16 - Brussels attack
22/7/16 - Munich attack
22/3/17 - Westminster attack
22/5/17 - Manchester attack."
Se volete controllare.... il web è sempre aperto!


Da AHMEDABAD (India) l'amico Dhaval Rashmikant Rao conferma la mia stessa visione di cui ho scritto solo ieri nel mio "aforisma personale":


Trad.: "Siamo tutti visitatori in questo tempo, in questo luogo.
Siamo solo di passaggio. Il nostro scopo è di osservare, di
imparare, di crescere, di amare... e poi torniamo a casa."

Non so quanto possano essere significative queste parole per il mio lettore, ma per il blogger il ricordo di certe esperienze "psichedeliche" -seppure ottenute durante il "normale" sonno- le rende strazianti, e sublimi; per chi ha una consapevolezza interiore di questa realtà, essa è una sorgente infinita di lacrime e tormenti, e nel contempo è l'unica conoscenza che lo possa tenere in vita.
Soltanto un paradosso "superiore alla media" del paradosso umano più comune..........

Da MARIANNA in Florida (o da qualche parte nei pressi di Atlantide=) Ace Yon pubblica questo, a conferma di una consapevolezza non comune, ma diffusa qua e là sul Piano Terreno:


"LA MIA ANIMA VIENE DA
QUALCHE ALTRA PARTE.
SONO SICURO DI QUESTO,
E INTENDO RITORNARE LA'"

E' certo che lo farà, prima o poi; come lo faremo tutti... A suo tempo.

Probabilmente è dal 24.09.09, giorno in cui mi sono iscritto ai servizi di Blogger.com -- parafrasando Hollywood:

WATCH OUT! IS... THE BLOG!!! Lieutenant Dave: It's the most horrible thing I've ever seen in my life
(ATTENTI! E' ...IL BLOG!!! Tenente Dave: "E' la cosa più orribile che abbia mai visto in vita mia")


che ho deciso di ri-de-finire la mia persona come "osservatore"; questo è ciò che io mi ritengo da allora, a dispetto di qualunque altra possibile opinione. Perché sono portato a considerare la mia propria idea di questa mia propria persona in qualche modo più significativa di tutte le "altre".
E' soltanto la illusione dell'ego, non ho dubbi su questo.
Ma non ritengo nessun possibile "altro" meno illusorio di me stesso... Anzi.

Non di meno, in proposito del mio ormai stagionato nom de plume, JackDaw, che indica il Coloeus o Corvus monedula in lingua Inglese, per qualcuno sarà una novità sapere che un "jack" è per l'anglofono quello che per noi è il "cric", e va notato che il nome di persona "Jack"
"entrò nell'uso comune dell'Inglese attorno al XIII Sec. come nomignolo di John, e nel XVI Sec. come forma colloquiale per 'uomo' (di bassa posizione sociale) (proprio come nell'uso moderno di 'jack di tutti gli affari, maestro di nessuno'). Da qui, la parola fu 'applicata alle cose le quali in qualche modo prendevano il posto di una donna o di un uomo, o risparmiavano il travaglio umano'.

La prima testimonianza nello Oxford English Dictionary di jack nel senso di 'una macchina, solitamente portatile, per sollevare grossi pesi agendo dal sotto' è del 1679, riferita ad 'un artifizio usato per la rimozione e il conveniente posizionamento di grandi Tronchi'[2]"
(https://en.wikipedia.org/wiki/Jack_(device) - Trad. mia)

Elencati nell'articolo di Wikipedia English dopo l'etimologia suddetta troviamo:

con il link finale al

che per noi è il transpallet.

Quindi, ancor più paradossal-mente, mi sono scelto uno ID o "avatar" che contiene in sé il concetto della ingrata funzione di sollevatore (meccanico) di tutti quei pesi che l'originale, antico "Jack" -l'uomo della strada- non era in grado di sollevare da sé... Certo, soltanto l'attributo delle ali del mio "spirito guida animale" è in grado di sopportare tanto sforzo..... virtualmente parlando.


"Taccola" o "Jackdaw"?
........Proprio così!


da BAKU (Azerbaijan) Mr. Azad Mamedov condivide una image macro che mi com-prova ancora una volta la mia dabbenaggine a livello storico, e anzi biblico; mito-logico:


Trad.: "L'evidenza di varie razze esistenti negli anni
successivi al Diluvio prova che il Diluvio non fu universale
e non distrusse tutta la gente sulla terra."

Questa evidenza quindi è data dal mito stesso conosciuto come Diluvio Universale,  che come sappiamo esiste in una quantità di versioni differenti dall'inizio della "Storia" stessa (distinta dalla "pre-istoria" dall'uso della scrittura) a partire dai Sumeri agli Argivi, e dagli Aztechi ai Cinesi, e via popolando, dove ogni "civiltà" possiede una propria versione della stessa storia relativa all'annegamento del mondo, e ognuna con i suoi distinti protagonisti; la lista completa è disponibile su Wikipedia Italia alla voce Diluvio universale.
Ordunque, se tutte le maggiori popolazioni del mondo hanno avuto un proprio "Noè" colla sua "arca", (eventuali) compagni umani di sventura e tutti gli animali possibili, come sarebbe potuta scomparire l'umanità dalla faccia della Terra?

Le opinioni e le teorie riguardanti il Diluvio su Wikipedia sono le seguenti:

"In linea generale esistono tre opinioni sul Diluvio:
  • chi ritiene che sia accaduto come viene tramandato dalla propria fede religiosa;
  • chi ritiene che sia solo un mito e non sia mai accaduto;
  • chi ritiene che derivi da uno o più eventi realmente accaduti, successivamente ingigantiti e/o mitizzati.
"
(Id.)

Quale che sia l'opinione o la teoria del mio lettore, lo invito a non sottovalutare la realtà dei fatti per come li ho esposti sopra, perché la eterna popolarità di questo mitologema è stata (anche) per me il principale motivo dell'inganno: se tutti l'hanno raccontato, significa che è "vero"... Ma il fatto che quasi ogni "razza" attualmente esistente l'abbia raccontato, e che tale "razza" continui ad esistere, è un fattore da non trascurare nel quadro sinottico del mito stesso. 
E per "mito" intendo quello che viviamo Qui, e Ora. 

... e per "razza" intendo questa:

Di © Hans Hillewaert, CC BY-SA 4.0
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4986754
!!!
=D
Certo, il mio non è il tipo di dabbenaggine che possono vantare tutti gli eliocentristi coatti di questo Piano Terreno, ma è comunque meglio prender le dovute distanze da simili malintesi.

Dall' ITAGLIA, l'amico Paolo Ciulla scrive: "e fattela 'na risata ognittanto, no?"
La sua immagine in effetti è terribilmente ridicola:


Qualcun altro è tanto vecchio da ricordare i Trasferelli ??

E' sempre il Sig. Ciulla che ci offre l'occasione di ricordare il Carbonifero, quando ci dedicavamo ad attività meno consuete del blogging (e del leggere i blogs):


E questo riporta alla mia mente anche il fatto che lo stesso metodo quasi-infallibile era valido per far scrivere quegli strumenti di scrittura primitivi che chiamavano penne a sfera, quando inspiegabilmente smettevano di scrivere.... Non è strano che lo stesso "rituale magico" che faceva volare gli aeroplanini e scrivere le Bic (Cristal oppure Orange Punta Fine) era quello che il dio della "bibbia" aveva utilizzato per dare vita al suo primogenito?
Anche noi abbiamo dato il nostro "alito di vita", a tempo debito, con esiti alterni; io non ricordo nulla di altrettanto fenomenale quanto i racconti degli scriba giudei, ma del resto a quel tempo venivo convinto ogni giorno di cose assolutamente incredibili, come il bisogno di mangiare cadaveri, e che la Terra è una palla rotante sospesa nel vuoto... Quindi potrei anche sbagliarmi.

Qualche utente Iphone intanto si diverte a postare su Facebook immagini di sé modificate con FaceApp, che promette "trasformazioni neurali del volto" il quale può essere abbellito, reso sorridente, oppure invecchiato, o ancora femminizzato, come vediamo nella foto d'esempio sul sito Itunes:


Io personalmente mi diverto di più con il buon vecchio Photoshop per ottenere gli stessi "effetti speciali"; ecco il risultato della trasformazione di Dwayne Johnson, altresì noto come "The Rock":



A Mr. Tom Wilkinson, che su FB chiede  "When you fall to sleep where do you land?" cioè "Quando ti addormenti dove atterri?", ho risposto quasi-istintivamente* con il link alla versione Inglese del lemma wikipedico sullo Eidos, dove leggiamo nella Ver. It.:


"Eidos (εἶδος) è una parola greca che significa "forma", "aspetto" dalla quale deriva anche il greco "εἴδωλον" (éidõlon) poi, in italiano, "idolo" col valore anche di "simulacro", "figura". Il termine divenne significativo nella filosofia greca quando Platone la usò per fare riferimento alle sue idee o forme ideali nella sua teoria delle idee.
L'eidos è la natura interna della cosa: è il relativo nucleo interno ed invisibile; l'eidos è ciò che causa ad una cosa quel che è, cosa è, e senza la quale perde significato.

Platone pensava che le essenze fossero dei modelli o idee. Queste idee esistono separatamente dal mondo terreno ed hanno caratteristiche molto differenti; sono eterne, perfette e immutabili. Il concetto di eidos in Platone viene introdotto per spiegare come mai l'uomo sia in grado di chiamare con lo stesso nome (nome comune) gli oggetti nonostante essi siano tutti differenti tra loro. Non esistono ad esempio due cavalli perfettamente identici eppure noi riconosciamo in essi una somiglianza con qualcosa di indefinito, di generico che però non esiste in natura. Platone ipotizza che tali oggetti ideali siano stati da noi conosciuti in passato, prima di venire al mondo, e la reminiscenza di questi si è parzialmente conservata nel mondo terreno permettendoci di riconoscere gli oggetti empirici come copie imperfette di quelli ideali. La dottrina della reminiscenza sarà poi un argomento che Platone userà per sostenere l'immortalità dell'anima.
Edmund Husserl riteneva che l'eidos fosse una struttura invariante degli oggetti dell'esperienza. Cioè quell'insieme di caratteristiche che rendono l'oggetto quello che è e senza le quali non è più possibile pensarlo o chiamarlo con lo stesso nome. Tale essenza degli oggetti non è da intendersi in senso platonico ma precisamente fenomenologico: l'essenza si dà interamente nell'esperienza e anzi la capacità di individuare queste strutture invarianti (o eidetiche) costituisce la condizione di possibilità della denominazione di oggetti e concetti, e quindi del linguaggio stesso. È possibile ad esempio pensare ad un corpo privo di colore o di peso, ma non è possibile pensarlo privo di estensione. L'estensione sarà quindi una componente della struttura eidetica del concetto di corpo. Husserl applica il metodo della variazione eidetica − cioè della ricerca delle strutture invarianti − a tutta la sua indagine fenomenologica dell'esperienza."

*) Un istinto che richieda un lemma enciclopedico come sostegno è quantomeno ammaestrato; ma possiamo accettarlo come parte del Gioco Di Parole, oppure no; questo non modifica i fatti.

Mi sono a lungo interrogato sulla natura del "sogno" studiando i miei inestimabili Libris Somnis nel corso dei decenni, e devo ammettere infine che gli stessi interrogativi che riguardano la sfera onirica sono in essenza quelli relativi alla nostra "condizione ordinaria della coscienza", o veglia, che viviamo Qui e Ora. Direi però che tali esperienze "oniriche" non avvengono Qui e tantomeno Ora, dove il sognatore può de-scrivere ciò che ha vissuto mentre il suo proprio éidõlon, rappresentato dalla sua persona, dormiva della grossa; il "tempo" dei sogni è l'eternità, e la nostra stessa percezione di questo "scorrere" crono-logico è esclusiva della "illusione materiale" di cui partecipa l'utente fisico.
Ho letto a questo proposito che il concetto dello éidõlon è l'opposto complementare del dáimōn, ovvero il simulacro organico del nostro corpo grossolano rispetto allo "essere che si pone a metà strada fra ciò che è divino e ciò che è umano, con la funzione di intermediario tra queste due dimensioni." (Wikipedia), ovvero del "demone"; e ho sempre tenuta in grandissima considerazione tale definizione, pur avendo persa ogni traccia dell'autore; il mio buon lettore classicista potrebbe essermi d'aiuto in questo caso.

Ad es., il sognatore condannato ai lavori forzati per "12 anni", al termine della sua pena proverà l'incontenibile gioia della libertà che non ha mai esperita durante la veglia; perché durante una sola notte egli ha vissuto quel periodo di tempo con la stessa intensità con la quale l'avrebbe vissuto durante lo stato di veglia; questo tipo di testimonianze che io ritengono più uniche che rare, e che ho lette soltanto nei miei libri-di-sogni, possono renderci una idea del tempo inaccessibile attraverso il pensiero critico, così come il ri-conoscere dei luoghi noti nel ricordo di luoghi leggermente, oppure totalmente differenti da quelli conosciuti durante la veglia, è una testimonianza diretta della nostra capacità di "creare mondi" che possono differire formal-mente da quello considerato "reale" ma che ri-conosciamo ugualmente come veri e tangibili alla stessa stregua di questo, nel momento in cui il "simulacro" vivente è in uno stato di sospensione animata (nella fase R.E.M. del sonno) e il "demone" è libero di esplorare l'infinito.

Tutto ciò che invece è de-finito e de-finibile nei termini rappresentati dalla parola, attraverso la de-codificazione alfabetica, è l'esatto opposto di quello, e di fatto tutto ciò che "conosciamo" o crediamo di conoscere appartiene ad un tempo "passato", che non è più, e nella maggioranza dei casi proviene anche da autori che non sono più, che sono "passati" ai più, e pertanto questo mondo è governato da fantasmi, ed è inevitabile che il mito della morte sia pre-dominante nelle menti del Gentile Pubblico, che a scuola studia il teorema di Pitagora (Samo570 a.C. circa – Metaponto495 a.C. circa) e le Grandi Palle Universali di Mikołaj Kopernik  (Toruń19 febbraio 1473 – Frombork24 maggio 1543). Tra le (tante) altre.

Senza nemmeno menzionare la religione.

A questo proposito sarei curioso di sapere quanti ricordano di avere mai esplorato in sogno lo stesso "spazio esterno" visto nei serial TV della NASA, o di altre case di produzione, da che le mie visioni oniriche relative a questo scenario teorico si sono poi rivelate perfettamente allineate con la realtà geo-centrica, per come ho potuto constatare dopo la mia "conversione", anche a decenni di distanza dalla descrizione del sogno. Questo mi ha provato definitiva-mente che noi SAPPIAMO tutto ciò che crediamo di ignorare durante la veglia, che io considero uno "stato di incoscienza controllata", e in questa paradossale forma di ipocrisia (Dal gr. hypokrisía  ‘simulazione’ •sec. XIII - lat. hypocrĭta, dal gr. hypokritḗs ‘attore’, quindi ‘simulatore’ •sec. XIII. -- Google) inconsapevole, o "inconscia" che riserviamo alla nostra stessa persona (Dal lat. maschera teatrale) giace uno dei più grandi segreti che riguardino l'essere umano.

Ma purtroppo, lo so per certo, la gente non ha l'abitudine di scrivere i propri sogni al risveglio; e peggio ancora, come ho constatato su certi siti web specializzati, quando lo fa ha ben poco da rivelare oltre i propri problemi personali, perlopiù mentali, il che giustifica l'esistenza della psicanalisi, e degli "esperti" che ti chiedono 200 € all'ora per ascoltarti farneticare. Quando sei convinto che un simile trattamento sia quello che fa per te, hai sicuramente un gran bisogno di cure, e quindi l' "esperto" vive colla coscienza a posto... presumo, né più né meno come le AttentAttrici.

Mi pare che questo post multietnico ci abbia dimostrato innanzitutto che la conoscenza della lingua dei Re e delle Regine -e del Business- sia altrettanto indispensabile per avere un'idea meno limitata d/alla nostra misteriosa logosfera cattolica, per la sproporzione della quantità di informazioni che circolano sul web in lingua Inglese rispetto all'Italiano. In questo senso, la nostra situazione è tragica, e non mi riferisco certo soltanto al Renzi Megic English, ma questa patetica figura rappresenta benissimo anche questo aspetto dell'italiota medio.

Per il resto, l'Amareno in centro città dà frutti sempre più dolci


la bellezza sensuale e meta-fisica della Regina del Giardino regna incontrastata in ogni giardino:


mentre tutti sono ancora prigionieri delle proprie abitudini


come Dante & Beatrice del loro cancello.

Io, per qualche motivo, ancora non riesco ad amare tutti come amo loro.
Mi chiedo se ci stia vera-mente provando.

Un'ultima immagine della giornata di oggi, uno spettacolo frequente ma sempre inquietante, che ogni volta rinnova il mio interrogativo:


Dove diavolo vanno quegli aerei diretti verso l'ALTO?

(Faccio notare anche la "velatura" di fondo già completa alle 9 del mattino)

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