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martedì 18 aprile 2017

Pastorale Italiana

Devo ammetterlo, dopo un anno e mezzo di bloggaggio fisso sul VerOrizzonte sono piuttosto deluso dalla risposta dell'Utenza Globale, che ovviamente è quella interna allo Stivale, e di nuovo scrivendo questo mi sovviene inevitabile il pensiero che per gli anglofoni "Italia" è parte del termine "genitalia", adottato dal latino come ogni termine scientifico nella lingua Inglese, e il cui significato dovrebbe risultare ovvio anche al lettore non-anglofono, e non-Latino. E' curioso il fatto che in Inglese "gen" sia una abbreviazione comune per "generare" e (solitamente al plurale) per "generazione", il che rende un significato composto del loro vocabolo per le parti basse, il quale fa di noi un gran mucchio di cose che nella nostra lingua Volgare finiscono per "...oni".

Considerato che in origine l'ondata neo-geocentrica telematica ha spazzate dapprima le coste virtuali Neozelandesi, per poi divenire un fenomeno prevalentemente correlato al web in forma massiva negli Stati Uniti, questo grave ritardo sembra confermare le ironiche regole dell'idioma Inglese, con il suo solito humor glaciale. Perché, come ho menzionato prima, e ribadisco ora, sono ormai convinto del fatto che la lingua Inglese non sia un "mosaico" linguistico formato da un ceppo Germanico, attraverso l'Olandese e il Francese e ogni altra influenza possibile, ma che sia esattamente l'opposto; e, data la estrema inattendibilità delle nostre nozioni storiche, credo che questa mia convinzione sia destinata a divenire parte della mia realtà personale, a dispetto di quella convenzionale e comunemente accettata.

(Quella eliocentrica, per intenderci).

La lingua Inglese è una lingua intuitivamente semplice, le cui regole grammaticali sono un gioco da ragazzi per l'utente italofono, e il cui unico, ma ingombrante, svantaggio è un vocabolario che è almeno il triplo del nostro, e in cui un singolo vocabolo può avere i più svariati e disparati significati; per qualche motivo mi sovviene ancora il termine "kid", che in origine designa il cucciolo di capra (ma anche di cervo o di antilope, e quindi presumo di ogni creatura cornuta), e che per la maggioranza degli Americani è sinonimo di 'bambino' o 'ragazzino', il che è un indizio abbastanza rilevante in una società dove il capretto compare nei menù dei ristoranti, e dove pure il capro è l'animale che rappresenta il diavolo...

Questo è un mondo di parole, e "chi racconta una storia, governa il mondo"; come abbiamo già concluso nel corso del blog, basta una iniziale maiuscola per distinguere la Storia insegnata a scuola da una storia qualunque, e in ambito storico soltanto i vincitori delle guerre si possono permettere una simile distinzione; purtroppo questo ambito storico è il medesimo, per cui la "Storia" altro non è che una storia, e lo scibile umano è fondato su dogmi e leggi, regole prefabbricate e preconcetti che -abbiamo notato nel caso del geocentrismo- prevalgono in maniera disastrosa sulle facoltà mentali dell'utenza globale, al punto da renderla cieca di fronte alla realtà più fondamentale di tutte, esperita quotidianamente, di una superficie terrestre piana e stazionaria, rispetto alla Fiaba Eliocentrica e a tutte le Grandi Palle Universali insegnate nelle Università.
Pertanto, l'argomento di questo blog è il più fondamentale in ogni senso, e anche l'utente spirituale che dedichi la propria esistenza all'evoluzione della propria "anima" disdegnando -come chiunque dovrebbe fare- le questioni sublunari e terragne di questa commedia umana, dovrebbe se non altro avere una consapevolezza scientifica del mondo in cui vive, a livello cosmo-logico, geo-logico, e geo-metrico. per sapere almeno dove siede a meditare.

Tutti noi dovremmo conoscere se non altro il palcoscenico, o set,  sul quale siamo chiamati a interpretare la nostra parte, anche se nella nostra misteriosa logosfera la interpretazione soggiace completamente alla volontà stessa dell'interprete; il quale assume un ruolo, nel mondo teatrale, oppure traduce un codice linguistico diverso dal suo, come interfase logosferica, così l'interprete dell'ambasciatore traduce i suoi discorsi, ma il discorso stesso può venire interpretato dal pubblico in diverse prospettive, a seconda dei ruoli che essi interpretano; nessuna di queste opzioni ne esclude un'altra, alla fine siamo sempre e comunque inter-preti di questa vita, in un modo o nell'altro e l'esempio dell'interprete ufficiale, nel contesto politico, ci fa riflettere sulla nostra facoltà di assumere il ruolo di qualcun altro, cioè di interpretarne la parte, come fa appunto il traduttore ufficiale, solamente sulla base della nostra capacità di comprendere e parlare altre lingue.

E certo gli inter-preti sono, letteralmente, tutti coloro che stanno tra i preti, e questo purtroppo vale per tutti noi, comunque vogliamo interpretare questa nostra scomoda posizione.
Perché questo è un mondo di parole, e questa è l'unica sorta di realtà che viviamo "Qui e Ora".
(Una realtà essenzialmente numerica, e matematica, ma ho notato che argomenti come la Cabala e la geometria frattale non sono esattamente popolari).

Sono profondamente deluso, infine (anche) da questa risposta flebile, dell'utenza telematica stivalesca, e dalla cifre relativamente basse che leggo anche oggi nelle statistiche di blogger.com; anche se dagli esordi di VerOrizzonte la media è quadruplicata, si tratta sempre di figure relativamente insignificanti, e irrilevanti rispetto alla maggioranza del Grande Pubblico Italico, di centinaia e non di migliaia, rispetto ai milioni di eliocentristi coatti che ogni giorno leggono le barzellette degli organi di stampa del mainstream, o maelstrom multimediale, 

A proposito, il verbo to kid sta per "scherzare", nel senso di "prendere in giro", derivato più probabilmente dalla natura scherzosa dei giovani, che non da quella degli ovini; quindi per l'Inglese menare per il naso equivale a "ragazzare", e la puerilità dell'azione è chiara e inevitabile nella logosfera anglofonica, ma è quel tipo di puerilità che tutti noi dovremmo rivalutare, all'interno del Grande Stivale, perché il bambino nasce per giocare, e in questo modo impara a (ri)conoscere il mondo; poi però smette, con ogni conseguenza più o meno prevedibile.

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Prima della mia tradizionale gita "fuori porta" (fuori dalla porta di casa=) voglio condividere questa simpatica image macro condivisa da Gianni Flash, ottenuta capovolgendo l'emblema dei Gesuiti:


e quest'altra, che ci lascia con un interrogativo scottante:


"QUANDO NON CONOSCI LA TUA STORIA
CHIUNQUE PUO' FARTI FESSO,"

perché, come si è detto prima, la "Storia" (Ingl. HiStory, "la sua storia" - riferito a "egli") non è che una storia, e dunque chi la conosce dovrebbe innanzitutto conoscerne le origini, per poterne ri-conoscere il reale significato; nel caso attuale, noi ex-studenti siamo stati fatti fessi tutti quanti siamo, secondo il grado della nostra preparazione scolastica, MA qualcuno non ha mai smesso di studiare, fino a che lo studio stesso si è rivelato il più Grande Gioco, quello in grando di scoprire le carte del nostro comune nemico in questo mondo-di-parole.

L'unica storia vera e certa è la tua storia, per come tu l'hai vissuta; ma riguardo il suo significato, nessuno ne potrebbe trarre uno tanto significativo quanto il tuo, derivato non dall'avere letta la tua propria biografia, ma dall'averla interpretata.

Sono sempre lieto, e profondamente grato nell'apprendere che qualcun altro partecipa di questo gioco anche attraverso questo blog, certi commenti sono l'unica ricompensa per questa mia opera di de/codificazione globale, e per questo voglio ringraziare il mio affezionato lettore per ogni suo intervento, che per me è la prova più concreta del fatto che il gioco valga la proverbiale candela (in questo caso, la corrente per il PC=), con il suggerimento, riguardo certe tematiche delicate di ordine esoterico, che ho accennate poc'anzi e potrebbero riaffiorare in futuro, di abbandonarsi completamente all'intuito, alla così detta "intuizione istintiva" per come qualcuno intende l'antico concetto del nous; l'affrontare certi argomenti rivela im/mediata-mente il fatto che si tratta di ben altro, ma questo è quanto ci permette la nostra logosfera misteriosa; saper leggere tra le righe è sempre più soddisfacente del farlo nei confini imposti dalle righe stesse. Talvolta, indispensabile.

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L'altro giorno, percorrendo una stradina sterrata in campagna, ho trovata questa copia fotostatica in A4 delle due pagine in successione di un libro


soltanto con l'aiuto di Google e attraverso il nome di "Levov lo Svedese" sono risalito al titolo dell'opera in questione, che inizialmente (avendo escluso il capolavoro di Milton, in versi) avevo creduta essere l'omonimo (in Italiano, ma il cui titolo originale è A Devil in Paradise) di Henry Miller: in realtà Paradiso Perduto è il titolo della III parte di Pastorale Americana (American Pastoral, 1997) di Philip Roth, di cui è stata prodotta una riduzione per il cinema nel 2016 (Wikipedia).

Dunque ho trovate due pagine di un libro che in origine credevo essere il Paradiso Perduto; ma non lo era. Pastorale Americana è la storia, scritta da un ebreo Americano, di un ebreo Americano chiamato "Lo Svedese" per i suoi capelli biondi e gli occhi azzurri. A prima vista, si direbbe una storia tremendamente noiosa e poco interessante in ogni dettaglio. Infatti -Wiki docet- il romanzo fu vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa nel 1998.

Ho trovate queste due pagine su un foglio, ripiegato, intascato, in attesa di scoprirne i misteri una volta a casa; e, come abbiamo visto, gli unici misteri svelati riguardavano il titolo e l'autore, mentre i contenuti sono relativamente trascurabili.
Credevo che la fotocopia delle pagine di un libro con un simile titolo, trovata in circostanze fortuite in un luogo tanto improbabile, dovesse contenere un messaggio di estrema importanza, e che le modalità peculiari della sua consegna fossero già una prova tangibile della particolarità e della urgenza di quel messaggio.
Ma lo era, invero.

Il giorno seguente, su quella stessa strada sterrata, ho conosciuti i quattro buoni pastori di passaggio:

(in primo piano, Buio)



a guardia di un gregge misto, o mandria ibrida che pascolava nel prato


mentre costui se ne stava dall'altra parte, a brucare per i fatti suoi:


Sono i primi passi nel regno onirico della veglia, la nostra 'incoscienza controllata': anche qui, possiamo ri-leggere i simboli animati con l'ironia insita nel gioco di parole che è questo mondo, un codice diverso da interpretare, ma che non possiamo ridurre ad un comune denominatore più minimo dei soliti termini, che de-finiscono ogni cosa, "sogni" compresi; secondo il gergo proprio del blogger ci sono degli ameri-cani e, quale che sia la loro professione religiosa, il loro ruolo è quello di pastori; e c'è anche un cane 'biondo', come l'ebreo paradossale di Roth (!). E, d'altro canto, c'è l'incarnazione simbolica del becco, uno strano individuo caprino a pelo lungo che in foto riconosciamo chiaramente come tale, ma che in un primo momento, con la testa e le zampe nascoste nell'erba alta, io avevo preso per un quinto pastore.
(in Inglese, "dog" è "god" al contrario, pensate al colpo di scena!)

E' un paradiso perduto, perché tutti questi esseri sono in una prigione a cielo aperto, il gregge guardato dai cani, i cani comandati a bacchetta (cioè, a bastone) dall'uomo, e il pastore umano che fra tutti loro potrebbe esercitare la propria volontà e decidere del proprio destino è prigioniero delle stesse bestie che rappresentano la sua unica fonte di reddito, il suo pane quotidiano (probabilmente, anche in senso letterale) e dunque in questa prospettiva oltre la visione estatica della scena bucolica, questa riproduzione parrocchiale dell'Arcadia, si rivela l'orrenda verità del muro invisibile che le fa da cornice, ogni singolo soggetto del quadro ha un cartellino del prezzo appiccicato sopra.

Eppure, in quello stesso campo ha raccolto il Tarassaco, l'Ortica, la Selene, e persino la Achillea per fermare il sangue quando mi sono ferito.
Tutti gli esseri viventi in questo campo incolto del sapere, dove la saggezza cresce spontanea e rigogliosa, si nutrono della medesima energia prodotta dal  Sole; ma tra tutti loro solo le piante lo fanno in modo diretto, in un processo "quantico" che trasforma i fotoni in clorofilla; i ruminanti si cibano di quelle erbe in cui scorre il sacro "Itz" (il fluido vitale secondo i Maya) e l'uomo si nutre di quelle creature innocenti in cui esso è sangue, ponendo sé stesso al "vertice della catena alimentare"; ma una catena non ha vertici di sorta, solo delle estremità; e la sua unica funzione è quella di incatenare.

I Fichi son già quasi maturi, sul fiume che attraversa la città:


la Regina Rosa, che è rossa, già si affaccia dal suo regno sulla strada:


Il Tarassaco è colossale


l'Ortica ciclopica:


e i più cari A-Mici, conoscenze occasionali



Quando si dice "un mondo da sogno"... Cosa si intende, un sogno "Disney" o un sogno "Lynch"?
Dirotto il mio lettore cinefilo a questa mia pagina "extra-blog" per rimescolare di nuovo le carte, perché solo così il gioco può procedere.

Alan Watts, un autore degno di nota, ha coniata questa frase che per qualche motivo viene riportata da Wikiquote assieme con questa immagine di un "arcobaleno circolare"; il motivo lo possiamo solo immaginare:

By ClaudiaBassi - Own work, GFDL, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3307309
"Ho suggerito che dietro quasi tutti i miti giace 
il disegno unico del gioco del nascondino."
(Trad. mia)

e per questo suggerimento io, personalmente, gli sono grato.

8 commenti:

  1. Come sempre meravigliato dalla qualità dei tuoi post, anche qui nella solare Ragusa, dopo 10 giorni di cammino lungo la propaggine più a sud di questa Italia, dal degrado agghiacciante ma anche dalla bellezza commuovente e dalle potenzialità infinite.
    Qui, scottato dal sole, mi sento comunque affine al mio blogger preferito, perché, nonostante non abbia superato la prova di saggezza, per la prima volta i cani randagi lungo il cammino, mi riconoscevano come amico e non più come umano da mordere.
    E per la mia personale storia è certamente un evento degno di nota, come la consapevolezza del sentire "casa" nel momento dell'abbandono totale ed incondizionato all'intuito, che sopraggiunge al perdersi nel cammino.

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    1. Primo commento poetico nel blog, per cui ti ringrazio dal profondo; la poesia è decisamente trascurata da queste parti; del resto io ci ho rinunciato per me stesso, e ammiro chi invece non l'ha fatto.
      La "prova di saggezza", per quanto ridicolo possa sembrare, è la fine del mondo, e non è qualcosa che io personalmente vorrei avere superata; è solo l'esperienza che può permetterti di farlo, e quindi non è qualcosa che si possa augurare ad un amico; ma neanche ad un nemico. Non ho amici randagi, in questa prigione all'aria aperta, sono tutti dietro le sbarre, se non possono sgattaiolare
      -- che è prerogativa propria di una sola specie, malgrado la popolarità del verbo=) In teoria, i più 'cattivi' dovrebbero essere quelli in cattività (come me) ma credo che il detto 'sentirsi solo come un cane' non sia casuale, e non si potrebbe mai dire di un gatto; per questo capisco e apprezzo l'affetto canino, mentre sono sempre perplesso, ed estasiato, dalle effusioni e da quella che sembra genuina attrazione dei felini per questo umano.
      Te lo dico sinceramente, mi sono sentito "a casa" una sola volta, nel 1989, trovandomi solo al porto di Patrasso; l'ho scritto (a penna!) sul mio diario. E non l'ho mai più scritto, da allora. Questo dovrebbe suggerirmi qualcosa sulla mia vera personalità, ma credo di non farci troppo caso ultimamente. Grazie ancora, e a presto

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    2. (ma forse era Igoumenitsa=)

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    3. (sì, credo fosse Igoumenitsa)

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  2. Un porto greco nel 1989....e potresti descrivere le cause e/o le tue sensazioni?

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    1. la causa era un ritorno imprevisto da Paros prima del tempo, per cui mi trovai da solo per ore in questo luogo sconosciuto, tra gente che andava e veniva... un porto di mare, insomma =) la sensazione, che non avevo idea di quando sarebbe arrivato/partito un altro traghetto per l'Italia, ero piuttosto deluso, stanco, sperduto tra i flutti umani, e solo tra la folla, e mi sembrava di essere in paradiso =D

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  3. Hihi....avevi quindi perso tutti o riferimenti/sicurezze fisici e mentali.

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    1. e non avevo nemmeno il mio walkman!! =D

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