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domenica 11 giugno 2017

Verità nude e crude


"Ho insegnata una cosa, e una cosa sola: 
dukkha, e la cessazione di dukkha"
(Buddha)"

Qualche nuova informazione riguardante la New Standard Map Of The World di Gleason:



L'amico JJ Parker dà la notizia su Facebook di un programma televisivo in cui è stato "discusso" l'argomento "flat Earth"; si tratta della versione Inglese di "Grande Fratello", Big Brother:

Trad.: "LA TERRA PIATTA ERA
MAINSTREAM IN TV QUESTA
SERA SUL GRANDE FRATELLO,
CANALE 5... STANNO
LENTAMENTE LASCIANDO IL
GATTO FUORI DAL SACCO!"

In effetti, l'episodio dei giocatori di basket Americani ci lascia con il sospetto che anche questa sia parte della programmazione televisiva, ovvero di come l'utenza televedente viene programmata dai Controllori a livello massivo e con poca spesa, semplicemente scrivendo i copioni di chi parla dal "piccolo schermo" nelle case della gente; ma è comunque un punto a nostro favore, per quanto questo presunto processo di informazione alternativa di questo passo richiederebbe decenni per raggiungere tutti gli utenti senza un esito certo, dal momento che chi guarda certa roba in TV dev'essere quello che qualcuno direbbe un "disagiato mentale", e anche la Questione Più Fondamentale rischia di rimanere sospesa nel vuoto teorico nelle menti del Grande Pubblico in cui gravitano le Grandi Palle Universali, assieme al resto dell'immondizia mainstream che scorre abbondante e continua.

Per chi ha una buona conoscenza dell'Inglese (Britannico) e il fegato per affrontare la visione e soprattutto l'ascolto di questa sorta di pollaio umano, segue il video in questione:




Per il lettore enigmistico, un indizio per scoprire il mio nome-di-battesimo (che non è "Jack"=)



La lettura consigliata oggi da Eddie Rā è questa:



Perchè quel pneuma che "ha avuto un uso nelle dottrine filosofiche attraverso i secoli seppur legato al significato originale di volta in volta veniva declinato in base alla dottrina filosofica o religiosa che lo inquadrava nella propria dottrina." (Wikipedia)", ovvero l'archetipo dello "spirito", o del "Grande Spirito", distinto da ogni ideale divino e da tutti loro, richiedeva anche una versione "occultistica", esoterica opposta a quella essoterica che, in quanto tale, era considerata semplice-mente esotica dal pubblico profano. Semmai.

Segue la traduzione dei primi paragrafi dell'ebook, contenenti un indizio fonda-mentale, nel nostro mondo-di-parole:

"LEZIONE I
LA NATURA DEL VRIL 
NELLA Dottrina Arcana, il termine "Vril" indica il principio universale di energia vitale, forza vitale, o magnetismo vitale, come viene detto talvolta. Si crede che il termine stesso sia originato nella lingua dell'antica Atlantide, la cui tradizione mantiene che la radice Atlantidea vri, con il significato di vita, sia la fonte della parola Vril, la quale esprime l'idea del principio vitale o energia vitale. Si crede che la radice originale del termine abbia influenzati termini elementari in Sanscrito, e attraverso questo la grande sorgente delle lingue, il Latino, da cui il nostro stesso linguaggio è largamente derivato In molte lingue troviamo parole che indicano il vigore virile, l'energia, la virilità, i quali indubitabilmente devono la loro origine alla  radice originale del termine vri ..." 

Perché, dobbiamo notarlo, lo Spirito è maschile; e lo spirito è ovvia-mente ciò che re-spira, ciò che ins-spira, ciò che e-spira, e ciò che spira. Usiamo il verbo spirare per il vento come per i morti, per chi è "spirato"; o "sparito"; come sappiamo, il femminile "anima" viene "dal latino anima, connesso col greco ànemos, «soffio», «vento»" (Wikipedia) e il fiore chiamato Anemone (o Anemolo!) ci ricorda il significato del termine per una specie che cresce sulle belle coste greche, dove appunto soffia sempre il vento.

Il concetto del "soffio" vitale ci rimanda all'azione nostra del soffiare, sulle torte di compleanno o nei palloncini, e in altre rare occasioni non-festive, ma possiamo comprendere meglio e immediata-mente il significato di questo soffio all'interno di un luogo chiuso, dove non c'è alcuna "corrente" d'aria, come spesso capita nelle scatole-per-gente durante la brutta stagione.

Soffiamo il fumo, soprattutto (se fumiamo=) e questo può avere avuto un ruolo primario nella antica scelta dell'uomo di assumere i principi attivi della cannabis e altri vegetali bruciandoli (in un "olocausto"), in una forma di alchimia primordiale, in cui il consumatore compie questa azione, del soffiare, anziché e-spirare normalmente, una azione che come si è detto viene compiuta raramente in altre occasioni; con la combustione si rende "sottile" ciò che è "grossolano", e il risultato di questa alchimia è quello prediletto per gli officianti dei riti magici, dei quali resta il ricordo dell'incenso nel rito cristiano; il fumo partecipa per un momento del flusso vitale della "aria", cioè della miscela di gas della "atmosfera" così detta, che attraversa il nostro sistema respiratorio; è il Principio stesso della vita, e non possiamo immaginare nulla di più "sacro" in termini vitali -o funzionali- del respiro, così come è difficile immaginare una offesa peggiore di questa sacralità vitale, dell'inquinare il flusso aereo, lo scorrere stesso della vita; ma certo mi rivolgo anche al lettore urbano, che conosce personal-mente e intima-mente quello che siamo abituati a chiamare "inquinamento", prendendolo ormai a cuor leggero, come se la cosa si limitasse alla parte centrale inferiore della nostra mandibola.

Anche perché l'inquinamento umano interessa spesso anche la circolazione sanguigna, sui medesimi principi di corruzione, di contaminazione. di ostacolo della vita stessa nella sostanza (semi)liquida, il sangue, che è di fatto un tessuto fluido il quale trasporta energia attraverso differenti condotti, alla sostanza solida delle ossa, degli organi e dei tessuti muscolari.
Senza "aria" tutto questo non potrebbe esistere, e questa è la priorità dello "spirito", di ciò che spira, su qualunque cosa che "viva"; notiamo allora che la scellerata dieta saprofaga, o necrofila, o carnivora del Gentile Pubblico Pagante, è l'unica in grado di produrre accumuli di grasso all'interno dei vasi sanguigni maggiori, provocando un rallentamento progressivo del flusso vitale nell'organismo spesso già danneggiato anche a livello respiratorio. In questo modo si rallentano i cicli metabolici generali, e questo si riflette direttamente nei riflessi dell'individuo, nel suo portamento e in ogni sua attività, a partire da quella mentale.

Questo è un esito della nostra intossicazione quotidiana, ottenuta attraverso il "cibo", e quindi la qualità, ovvero l'origine di queste sostanze tossiche è essenziale, in primis dalla scelta fra animale e vegetale e, nel migliore dei casi (il secondo!=) delle varie droghe alimentari vegetali di cui facciamo uso; in questo caso specifico, tra ciò che è crudo e ciò che è cotto -lasciando perdere il putrido di Lévi-Strauss, così come l'educazione di chi si preoccupa di non fare rumore quando mangia un brodo di glutammato monosodico.

Per Wikipedia l'incenso, "Secondo la tradizione simboleggia la divinità di Cristo. Secondo la Bibbia l'offerta di incenso è un sacrificio di soave fragranza il cui buon odore giunge fino alle narici di Dio (Genesi 8, 21). "

Questo è il tipo di cOltura del mondo-di-parole wikipedico, quella che cita della "Bibbia" un versetto preceduto da questo (Genesi 8,20):

"Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali mondi e di uccelli mondi e offrì olocausti sull'altare."
(http://www.laparola.net)
e quindi possiamo ben immaginarci quale "buon odore" poteva provenire dal cumulo di carcasse date alle fiamme... ? Divino!!

Del resto, sappiamo bene cosa pretendeva di odorare il "signore" dei giudei, colle sue misteriose narici onnipresenti; forse in effetti questo era il suo modo di nutrirsi, e tutte le precise raccomandazioni sulla preparazione degli "olocausti" a cui sono dedicati vari capitoli delle "scritture sacre", rappresentano il suo menù olfattivo, o meglio, gassoso; ipotesi questa che lo identifica ancor più essenzial-mente con l'ideale diabolico, ma questo ci porta decisamente fuori strada... 
Così come l'ipotesi che il sacrificio di una "hostia" (vittima sacrificale) possa di fatto evocare una entità insensibile, eterica, o 'spirituale', per la quale il fumo, la miscela dei gas di combustione, rappresenta una realtà quasi-solida; il discorso porta lontano, ma vale la pena di una deviazione momentanea... più o meno fantastica.

Forse in effetti le antiche "scritture sacre" non sono altro che testi simbolici sulla "rivoluzione psichedelica", come aveva ipotizzato qualcuno, anni fa... Una teoria troppo ovvia e realistica per essere lontana dalla realtà dei fatti.

Anche oggi la mia realtà è cambiata ulterior-mente, attraverso la lettura di una targa automobilistica; dal momento che ho notate da poco quelle sigle che mi ricordano sempre l'ironia di un mostro meccanico alimentato dal fuoco e che sputa gas velenosi, il quale porta l'insegna:

"eh
interiezione
  1. Secondo l'intensità del tono con cui viene pronunciata, può significare rimprovero ( eh! certe cose non si fanno ); meraviglia o stupore ( eh! stai partendo per l'Australia? ); disapprovazione ( eh! ma questa è una follia! ); rassegnazione ( eh! così va il mondo! ); richiamo o risposta ( carina eh!, la ragazza ; “Andrea!” “Eh!” )."

(Google)

sono più che certo del valore del messaggio con-seguente, matematica-mente esatto.

Per me il Trucco è svelato, e adesso si tratta solo di sgattaiolare fuori dal Sistema di legami infiniti, di dipendenze e preferenze, affetti, difetti, tutti i Legami, i legacci, l'intera Grande Rete che vedo spesso citata nel mondo social anglofono quando ci si riferisce allo "staccare la spina", o meglio lo spinotto che tutti abbiamo inserito non in un orifizio pre-disposto nel mondo fisico, ma mentale; da che è famoso il concetto che è titolo della famosa rivista "Wired", è altrettanto diffuso quello dello "un-wire", che è appunto la dis-connessione dal sistema, dalla "rete" nel suo insieme, perché gli apparecchi elettronici connessi tele-fonica-mente oppure attraverso il web sono tutti comunque alimentati da una unica rete elettrica.

Come insegna il Buddha -che disse di non avere insegnato altro-  attraverso Wikipedia:

"dukkha >> (दुक्ख), in sanscrito duḥkha (दुःख), indica una condizione di sofferenza, etimologicamente: "difficile da sopportare", da du = difficile e kha = sopportare[1]. È, come disse il Buddha Śākyamuni in occasione del suo primo discorso, la condizione di sofferenza che accomuna tutti gli esseri senzienti (esseri infernali, spiriti famelici (preta, sans., peta, pāli, yidak, tib.), animali, uomini, dèi invidiosi (aśura, sans., asura, pāli, lha ma yin, tib.) e divinità (deva, sans. e pāli, lha, tib.) e inerente a tutti gli stati di dell'esistenza ciclica. Insieme al concetto di non-anima o non-Io o non-sé (anatman, sans., anattā, pāli), dell'impermanenza (anitya, sans., anicca, pāli, mitagpa, tib.) e altre, dukkha è dunque una delle caratteristiche principali degli esseri del saṃsāra.


Citazioni canoniche

Da: 3 - Dukkha sutta, "il Discorso su dukkha", Nidāna Saṃyutta, del Saṃyutta Nikāya
« 43 Il bhagavā[2] stava a Sāvatthī [...] [e disse]: "Bhikkhu, vi insegnerò sul sorgere di dhukkha come pure sulla scomparsa di dhukkha. Ascoltate, prestate la piena attenzione alle mie parole, io parlerò". "Molto bene, venerabile", risposero i bhikkhu. E il bhagavā diede il suo insegnamento:
Che cosa, o bhikkhu, è il sorgere di dhukkha? Dipendente dall'occhio e dagli oggetti visibili sorge la coscienza oculare; con l'incontrarsi di questi tre [fattori, ossia l'occhio, gli oggetti e la coscienza, NdT] sorge il contatto. Dipendente dal contatto sorge la sensazione; dipendente dalla sensazione sorge la brama. Questa, o bhikkhu, è l'origine di dhukkha.
Dipendente dall'orecchio e dal suono sorge la coscienza acustica; [...] Dipendente dal naso e dall'odore sorge la coscienza olfattiva; [...] Dipendente dalla lingua e dal gusto [...] Dipendente dal corpo e dagli oggetti tangibili [...] Dipendente dalla mente e dagli oggetti della cognizione sorge la coscienza mentale; con l'incontrarsi di questi tre sorge il contatto, dipendente dal contatto sorge la sensazione; dipendente dalla sensazione sorge la brama. Questa, o bhikkhu, è l'origine di dhukkha.
Che cosa, o bhikkhu, è la scomparsa di dhukkha? [...] Dipendente dall'occhio e dagli oggetti visibili sorge la coscienza oculare; con l'incontrarsi di questi tre sorge il contatto; dipendente dal contatto sorge la sensazione; dipendente dalla sensazione sorge la brama. Solo con la completa cessazione di questa brama tramite il sentiero dell'arahat cessa l'attaccamento; con la cessazione dell'attaccamento cessa bhava [il divenire, NdT], con la cessazione di bhava cessa la rinascita; con la cessazione della rinascita cessa l'invecchiare-e-il-morire; e (quindi) la pena, il lamento, il dolore corporeo, lo sconvolgimento della mente e l'agonia cessano. In questa maniera avviene la cessazione di tutta questa massa di dhukkha. Questa, o bhikkhu, è la cessazione di dhukkha. »
Tradotto da: Nidāna Saṁyutta - Group of Related Discourses on Causal Factors [Nidāna Saṁyutta: il gruppo dei discorsi correlati ai fattori causali], (V) Gahapati Vagga. Burma Pitaka Association. Rangoon, Burma."

Ma il dukkha, a cui pure tutti sono destinati, è parte di māyā, il termine indicante il concetto della "forza creatrice" passato poi a definire quello della "illusione" nella logosfera Indiana.

Abbiamo "fame" perché vediamo mangiare, vediamo il cibo, sentiamo l'odore del cibo, sentiamo parlare di cibo (e quanto!) vediamo fotografie e leggiamo di cibo ovunque, sempre; ma tutte le infinite "tentazioni" del cibo non fanno una necessità bio-logica, così come il bisogno di una dose di qualunque droga illecita di qualunque "drogato" non rappresenta il fabbisogno quotidiano dell'uomo.
E una volta presa coscienza del fatto che: CIBO = DROGA, saltando a piè pari la importante, inevitabile questione farmaco-logica, ridotta in questi termini la realtà del sistema sociale è assai più chiara, nella sua essenza e quindi nel suo insieme.
Come ho già scritto a suo tempo, la testimonianza diretta di Mr. Webrasta -compreso il suo aggiornamento recente- e quindi di ogni "respirariano" è stata la chiave per comprendere il fondamento dell'Impero del Falso, basato sull'allevamento di bestiame nutrito a forza, dalla nascita, allo scopo di ottenere una confusione totale e la possibilità di ri-stabilire continuamente il medesimo Ordine; una dieta strettamente vegana, priva di eccitanti e alcolici, è già sufficiente per entrare in un Ordine di Idee opposto al primo, ma l'intera ragnatela --che nella realtà zoologica serve a procurare cibo al ragno-- sociale e sociologica, simbolica e fisica, che compone la nostra intera esistenza. è fondata sul mito mortale del cibo, ed è vissuta in completa sottomissione di questo mito, che è a mio parere la causa stessa della "morte"; l'uomo "lavora per guadagnarsi il pane" (e soprattutto quello) e non considera nemmeno per un attimo l'artificio della lavorazione e della cottura del proprio cibo; potremmo mangiare qualcosa composto di frumento che non sia stato ridotto in farina e mescolato ad acqua e altri ingredienti, e infine cotto per essere considerato mangiabile?
E allo stesso modo, chi mangerebbe una ciotola di mais, o di riso crudi?

Sappiamo dell'esistenza della gliadina, pseudo-oppiaceo che eccita i nostri recettori oppioidi, e dei nostri anticorpi antigliadina; le evidenze di ordine chimico di una intossicazione mantenuta attraverso lo svezzamento con il "pane" -assieme al glutine di qualunque colazione o merenda o merendina confezionata- e dosi massicce di zucchero raffinato, sono fatti che non richiedono uno studio universitario per essere comprovati a livello generale.
Da che la qualità della nostra intossicazione, come ho scritto prima, è sempre decisiva; questa sera avevo un sacchetto di rucola fiorita, due cespi di lattuga e dei ravanelli, il tutto raccolto questa mattina dall'amico Pino nel suo orto, oltre a un paio di pomodorini di dubbia provenienza. Ma rossi:


Ma qualunque prodotto vegetale a tavola finisce per rivelarsi un pretesto per avere del glutine (che certo, è "vegan", così come le patate fritte, e il cianuro) e questo mi riconferma il principio del farmaco, del sostegno che è un vizio ma si fa abitudine, come ogni altra abitudine al mondo, e dove l'oppio, o le sostanze che eccitano i recettori oppioidi, sono la droga per antonomasia, anche in senso figurato; in questo caso, non c'è nulla di figurato. Anzi, questo è il principio stesso della realtà così detta da chiunque lavori otto ore al giorno per cinque o sei giorni alla settimana, tutta la vita, per "guadagnarsi il pane". Che è fatto di "grano", e si compra con il "grano": ed è una droga di tipo "pesante" perché causa dipendenza fisica e mentale. La preghiera del cristiano lo dice chiaro: "dacci oggi... "; è una forma imperativa, quasi una minaccia. Ma il pane non cresce nei campi; occorre la pietra del mulino prima, e il fuoco del forno dopo, per poter mangiare i grani del Triticum durum. Questo dovrebbe dirci qualcosa.

Vediamo quindi come il mito di Prometeo, del fuoco rubato agli déi, si traduce nella realtà quotidiana di un'industria basata sul principio della combustione, così come nell'inganno mortale del "cibo" che diviene tale soltanto dopo il trattamento igneo, che modifica la consistenza dei cereali ingannando il nostro istinto; un prodotto vegetale tanto duro da essere immangiabile nella sua forma originale, e che richiede l'uso della pietra per la macinazione può essere considerato "cibo" soltanto da chi accetta l'artificio alla base del sistema trascurando completamente la "realtà naturale" delle cose, com'è stato ammaestrato a fare a partire dalla conformazione del piano terrestre.

Partiamo ora dall' estremo proposto da Don Nordhoff, che si rivolge ai carnivori:


Trad.: "SE DAVVERO PENSATE CHE QUESTO SIA NATURALE,
AFFERRATE LA VOSTRA PREDA CON LE VOSTRE MANI NUDE
E I VOSTRI DENTI E DIVORATE TUTTE LE PARTI DEL CORPO
CRUDE
NIENTE COTTURA, NIENTE CONDIMENTI; NIENTE SALSE
Poi ditemi quanto amate il sapore della carne."

E già il gusto della lattuga senza alcun condimento non è tanto convincente quanto lo è in in-SAL-ata...  Ma certo, il pensiero di mangiarsi una sola, singola pannocchia di  frumento è ridicolo; e il pensiero di quante invece se ne possono mangiare mediamente nel corso di un anno, è ancora più ridicolo.
Se pure in un sistema biologico chiuso, il cui 'design intelligente' è manifesto in ogni singola (frattale) forma di vita nella sua essenza genetica, e dove quindi tutto esiste in relazione di "altro" (il Niente sopratTutto)  il fatto che un frutto della terra richieda tanti sforzi per esser consumato, mentre altri si colgono e si mangiano, dovrebbe suggerire quali sono i migliori ingredienti per la nostra dieta.
Questo sistema biologico chiuso però è controllato dalla parola, logos, o "verbo": controllate sui vostri "vangeli", se non si parla di un morto che risorge in una simbolica forma di pane, che rappresenta la sua carne da mangiare con un sorso di vino, che rappresenta il suo sangue e quindi il suo spirito di-vino. L'uomo guadagna il "grano" -il denaro- che poi scambia per qualunque altra cosa sul mercato globale; ma il pane, soprattutto; fatto con il "grano" del frumento. Per questo l'uomo prega il dio dei Giudei, che considera come un "padre"; allora, perché poi va a lavorare otto ore per ottenere quello stesso pane? A cosa servono le sue preghiere?
Ma il pane non cresce sugli alberi, e non spunta dalla terra, come fa il cibo vero e proprio.
In questo modo il dio del denaro, Mammona, è il protagonista della religione internazionale, o meglio globale; è lui a rifornire la dispensa del fedele, e non il dio dei giudei, e tanto meno il messia Gentile; e questa è quella che siamo abituati dall'inizio ad accettare come la nostra "realtà" sociale, indivi-dual-mente.

Il Sig. Pino mi offre la cena, e il pranzo, perché non consumerebbe tutto ciò che produce con il suo "hobby" del giardinaggio; che è il passatempo di un ottantenne.
Questi sono fatti che possono suggerire stili di vita alternativi, e decisamente meno impegnativi e meno insensati di quello universalmente adottato oggi, di fare qualunque cosa per ottenere dei biglietti di banca. Fukuoka docet. Ma Mr. Webrasta domina incontrastato la scena; e Mr. WakeUp conferma la positività dell'esperienza, confermando che il duo della W - o "doppia V"- potrebbe rappresentare una singola entità indivi-Duale.

Un po' di Storia, con la S maiuscola; la Solita Storia:
Mr. David Pratt scrive:

"Albert Pike 33mo grado e gran comandante sovrano del concilio supremo
Chiunque abbia la minima comprensione di come i piani e i calendari siano stati già completati e siano ancora in atto lo capirà. 
I tuoi occhi sono aperti o chiusi???
Potete vedere cosa sta succedendo??? SATANISMO ... suona pazzesco MA E' REALE!

"La Prima Guerra Mondiale dev'essere condotta affinché gli Illuminati ribaltino il potere degli Zar in Russia e facendo di quel Paese una fortezza del Comunismo ateo. Le divergenze causate dagli "agentur" (agenti)  degli Illuminati fra l'impero Britannico e Germanico saranno utilizzate per fomentare questa guerra. Al termine della guerra il Comunismo sarà costruito e utilizzato per distruggere gli altri governi e per indebolire le religioni.
La Seconda Guerra Mondiale dev'essere fomentata avvantaggiandosi delle differenze tra i Fascisti e i politici Sionisti. Questa guerra va condotta sì che il Nazismo sia distrutto e che il Sionismo politico sia abbastanza forte per istituire uno stato sovrano di Israele in Palestina. 

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il Comunismo Internazionale deve divenire abbastanza forte da bilanciare la Cristianità, che sarà allora controllata e mantenuta in scacco fino al momento in cui ne avremo bisogno per il  cataclisma sociale finale.

La Terza Guerra Mondiale dev'essere fomentata avvantaggiandosi delle differenze causate dagli ‘agentur’ degli ‘Illuminati’ tra i Sionisti politici e i capi del Mondo Islamico. La guerra dev'essere condotta in tal modo che l'Islam (il mondo Arabo Musulmano) e il Sionismo politico (lo Stato di Israele) si distruggano a vicenda. Nel frattempo le altre nazioni, ancora una volta divise su questo argomento saranno costrette a combattere fino al punto del completo esaurimento fisico, morale, spirituale ed economico.,,
Dobbiamo sguinzagliare i Nichilisti e gli atei, e dobbiamo provocare un formidabile cataclisma sociale il quale in tutto il suo orrore mostri chiaramente alle nazioni gli effetti dell'ateismo assoluto, origine delle sommosse più feroci e sanguinose. Allora ovunque i cittadini, obbligati a difendersi contro le minoranze mondiali dei rivoluzionari, stermineranno quei distruttori di civiltà, e le moltitudini, disilluse dalla Cristianità, i cui spiriti deistici saranno da quel momento senza bussola o direzione, ansiosi per un ideale, ma senza sapere a chi dedicare la loro adorazione, riceveranno la vera luce attraverso la manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero, finalmente portata alla vista del pubblico. Questa manifestazione risulterà dal movimento reazionario generale il quale seguirà la distruzione della Cristianità e l'ateismo, entrambi conquistati e sterminati al tempo stesso.."
-Albert Pike in una lettera a Giuseppe Mazzini, estratto da “Pawns in the Game” di William Carr"

Finora però nelle cronache non abbiamo traccia di nichilisti o atei, tutti i "rivoluzionari" sembrano regolarmente iscritti a qualche gruppo "terroristico" (probabilmente anche dichiarato sui loro miracolosi passaporti anti-atomici) che in ogni caso è mostrato al Gentile Pubblico dalla solita gente; e la religione, malgrado tutto, con o senza il medium politico sembra sempre il pretesto migliore per spargere confusione, sospetti, disaccordi, malintesi, attriti, scontri; morte e distruzione.
Come faranno i poveri, malcapitati atei a contrastare questa sacra tendenza millenaria?

Se pure si trattasse di una religione "satanica", rispetto a quelle "divine", dovrebbe ormai esser chiaro che è lo stesso principio della "unione che fa la forza", della stessa demoKrazia, a rappresentare la più odiosa, la più reale, la più distruttiva e la più invincibile delle autorità esistenti, quella composta da tutti. 
 O quasi.
E noi geocentristi che rappresentiamo quel "quasi", ne sappiamo qualcosa; quando tutti credono ciò che è evidentemente falso, ed è una bugia tale che si rivela tale da sé, nella sua propria espressione in ogni materia di studio scientifico, ogni altra cosa che al contrario non sia tanto ovvia quanto il MONDO stesso, si può rivelare un serio grattacapo.

Quando poi si parla di questioni spirituali, come si suol dire, è la fine.

Un' ultima osservazione, sulle fotografie scattate dall'autobus in corsa questa mattina:



TUTTO è MOVIMENTO

sabato 10 giugno 2017

Il Sé Del Giorno

Il disagio del Sig. Umberto Ricci:


è il mio disagio.

Il Sig. Ricci rilancia in risposta al mio avviso di bloggaggio con questa image macro:


"Da 400 KM -- da 40 KM"

I prodigi della Grande Palla di Terra però hanno smesso di stupirci da qualche tempo, perché sono sempre gli stessi; quando non è il vecchio trucco all'occhio di pesce, è CGI; il trucco c'è, e si vede, come ho già scritto in proposito. E a quanto pare la gente guarda, ma non vede nulla.
Eppure, qualcuno scrive sul muro:



E ringrazio anch'io il Sig. Iocolano per il suo commento, perché da tempo immemorabile avevo intenzione di aggiungere anche questo tassello al Grande Gioco di Parole, ma la cosa mi era sfuggita fino ad ora. Questo dettaglio della lingua Francese è particolar-mente significativo; e forse spiega in parte lo stereotipo del Francese stizzoso e arrogante verso il resto del mondo; chi vive in Francia inevitabilmente SA che ogni "personne" al mondo è "nessuno", perché anche in Francia il sostantivo per definire un individuo è derivato dal Latino per "maschera", cioè persona, utilizzato però come pronome per "nessuno".

Scopro ora su Wiktionary che la forma Inglese "person" è anche rispettivamente la forma singolare accusativa in Esperanto e la genitiva in Finnico della parola "PERSO", con lo stesso significato del nostro "persona"; e anche questo è un indizio per quel "nessuno" Francese che in Latino continua a essere una maschera.
Perché questo mondo è un gioco di parole; in principio era il Verbo e pertanto la verità equivale alla fine, non è compresa nel nostro alfabeto, ma in compenso è un singolo numero; lo 1, rispetto al non-numero 0 che de-finiscono l'IndiviDUO.
Possiamo dire tutti che: "I-0 SO".

Un altro indizio:




Trad.: Repubblicano dello Stato del Wisconsin: 'La
Terra Ha 6000 Anni, Questo E' Un Fatto"

Mr. Kremer è definito qui  "Estremista Cristiano documentato e un buffone intellettualmente incompetente" ma io sospetto che la sua affermazione sia meno risibile di quanto possa sembrare a molti. O ai più. 
O a tutti.

Un certo Mr. Lonergan commenta:
"So, God created the world around the same time the Sumerians were busy inventing writing?"
(Trad.: "Allora, Dio creò il mondo circa allo stesso tempo in cui i Sumeri erano impegnati a inventare la scrittura?")
E la risposta è sempre quella apocalittica di "Giovanni": in principio era il "Verbo" (Logos). 
E non il Big Bang; come oggi sostiene anche il papa, suggerendo che "dio" ha creato il "big bang",
L'uomo creato "con l'argilla" nel racconto mito-logico e "biblico" fu de-scritto "nell'argilla" delle tavolette degli scriba Sumeri; che questo sia avvenuto 60 o 600 o 6000 anni fa, non cambia di una virgola la sostanza dei fatti. Dal canto suo, "The Lutheran Church—Missouri Synod non ha una posizione ufficiale sulla precisa "età della terra" da che la Bibbia stessa non dice quanto sia vecchia la Terra." (Trad. mia)

Il disagio di 2-D:


[Intro]
Okay, last time
This is drugs
This is your brain on drugs
Any questions?


[Chorus]
I was gone with the self of the day, gone
With the self of the day, gone
With the self of the day, gone
Gone, gone, gone
I was gone

[Verse 1]
I'm back, where are we goin'?
Seem to get tired of the mornin' dawn
With a basin on my head
I'm missin' all that I used to know, then
I get the kids to go, and I get
Up on with certain dread
And when I see the kissing down below
Easy life, I get right

[Chorus]
I was gone with the self of the day, gone
With the self of the day, gone
With the self of the day, gone
Gone, gone, gone
I was gone

[Verse 2]
I get dropped from where I belong
I take my pills and I get in the mood and I
Take five to get it to load in

Even in the place
And I get my jeans on right
And sit in the rows and
Inside I live in a cage and I

Peek out and summon the code and I
Enter the lake to face what I'm cagin'

[Chorus]
Gone with the self of the day, gone
With the self of the day, gone
With the self of the day, gone
Gone, gone, gone
I was gone

[Bridge]
She gave me sleeping powder
I was gone
Gone, gone, gone
Ahh!

[Chorus]
I was gone with the self of the day, gone
With the self of the day, gone
With the self of the day, gone
Gone, gone, gone, gone
I was gone

(https://genius.com/Gorillaz-sleeping-powder-lyrics)

Il commento del Sig. Susca mi ha portato alla lettura di questo articoletto di un blog dedicato a "Il Crudo e il Cotto" di Claude Lévi-Strauss -- da cui cito:

"le opposte categorie di crudo-cotto, fresco-putrido, bagnato-bruciato – al pari dei segni linguistici – costituiscono schemi simbolici rivelatori con cui legare natura e cultura, cioè capaci di svelare il senso attribuito alla realtà."

Perché, se ne deduce, la realtà non ha alcun senso; almeno per chi non è in grado di svelarlo attraverso uno schema simbolico; cosa è uno schema simbolico, in essenza? E' uno schema composto da più simboli, qualunque cosa essi de-finiscano nell'insieme; in una parola, è una parola.
"Tutto" è una parola; ogni cosa è de-finita in un "termine", ovvero una parola.

Si dovrebbero de-finire anche delle categorie per ciò che siamo abituati a considerare il nostro nutrimento, che chiamiamo "cibo", e che del regno vegetale distinguiamo prendendo tutto per buono, con ogni possibile preferenza sviluppata e mantenuta a livello "scientifico", nutrizionale, oppure istintivo, o semplice-mente seguendo il gregge dei consumatori globali.

Consideriamo questa mini-tesina casuale del Prof. Crippa:
Bisognerebbe innanzitutto ri-de/finire il concetto stesso della alimentazione, secondo il principio dell'unica dieta davvero "naturale", che è quella cosiddetta "pranica" dei respirariani, composta perlopiù di aria; di fronte al nutrimento puro del Prana, proprio come l'energia "eterica" di Tesla che egli trasformava in "elettricità esterna" (rispetto alla nostra "interna") e come la "forza" dei film di Lucas, essa è ovunque e impregna ogni cosa; di fatto, è la causa primaria e insensibile di tutto ciò che per noi è sensibile e che consideriamo "reale"; è lo stesso concetto del qi Orientale e del pneuma Occidentale, il quale "ha avuto un uso nelle dottrine filosofiche attraverso i secoli seppur legato al significato originale di volta in volta veniva declinato in base alla dottrina filosofica o religiosa che lo inquadrava nella propria dottrina." (Wikipedia)

Sono ormai convinto che questo sia l'unico cibo davvero necessario all'essere umano, e che il degrado di ogni possibile civiltà del passato fino alla grottesca parodia del "mangia-mangia" odierno, sia derivato da questa intossicazione cronica dell'umanità, che provoca le reazioni più imprevedibili e nocive a livello mentale, cerebrale e fisico; una volta ri-definita la abitudine della assunzione delle più svariate sostanze vegetali (tenendoci al di fuori dei minacciosi confini della società sarcofaga) comune-mente definite nel loro insieme "cibo", possiamo innanzitutto contemplare più chiaramente il fenomeno del pane come sinonimo di "cibo quotidiano", della pasta come base della "dieta mediterranea", e di ogni altro prodotto alimentare contenente glutine, e gliadina, la non-troppo-famosa "narcoproteina" classificata come pseudo-oppiaceo. 

Senza addentrarci nel labirinto delle dipendenze abituali, o abitudini tossicologiche del consumatore medio, nelle questioni gravi come gli zuccheri raffinati, gli eccitanti e la Madre Di Tutte Le Droghe (l'alcol) questa realtà chimica del cibo, e del cibo Italico in particolare, ri-definisce necessariamente l'approccio con la sostanza, il "farmaco" che per qualche motivo non dovrebbe avere alcun effetto collaterale indesiderato, malgrado questo sia il principio stesso del ϕάρμακον, in tutte le sue straordinarie trasformazioni semantiche nel corso dei tempi: il suo principio è sempre quello di una medicina che intossica, o di un veleno che guarisce, in ogni possibile sfumatura e misura concesse dal regno vegetale, dalla cicuta all'acqua di cocco, e dal ricino all'aloe vera.
C'è chi muore mangiando arachidi, per uno shock anafilattico, e chi invece di arachidi ne mangia da morire. Sono fatti che danno da pensare.

Come ho scritto prima in un commento, non esiste una cultura più o meno religiosa della cannabis in cui l'intossicazione avvenga per "via orale", ovvero con l'ingestione della pianta anziché l'inalazione del fumo di combustione delle infiorescenze, malgrado sia ben accertato l'effetto ancor più profondo, "viscerale" di chi ha mangiati dolci all'hascisc o simili preparazioni culinarie contenenti "marijuana"; il consumo della pianta sacra è strana-mente assimilabile al concetto tradizionale giudaico dello "olocausto", che in Greco sta per "bruciato completamente, del tutto", ed è lo stesso in India, dove si usa la pipa tipica chiamata "cilum" come presso gli "Indiani d'America", che nella loro mistura di erbe magiche includevano talvolta la Canapa, da condividere nel fornello della Pipa Sacra; lo stesso accadeva con i bracieri nei templi dell'antichità Occidentale e Medio-Orientale e di questi aspetti storici invito a leggere i dettagli ne L'imperatore Non Ha Vestiti nella mia traduzione. 

Seppure la medicina ufficiale ancora all'inizio del XX Sec. -e fino al '37- ne facesse estratti che poi venivano venduti mischiati ad alcool e/o zucchero (che è la strategia infallibile del medico di "indorare la pillola" con una doratura altamente tossica) al paziente, che tendeva ad abusarne, dimostrando la possibilità di assunzione dei principi attivi per vie apparentemente meno dannose -e anche meno complicate- questa sorta di "tradizione" è sempre stata la più diffusa a livello di consumo rituale tanto, che come tale, è mantenuta dai consumatori attuali di cannabis in tutto il mondo. 
 E' soltanto un altro stupido errore dell'umanità, destinato a ripetersi all'infinito da chi lo commette ogni giorno, oppure l'intossicazione da ossidi di carbonio è parte della cerimonia, e di una pratica di ordine essenzial-mente più alchemico che non meramente chimico?
E forse entrambi gli ingredienti, il combustibile e la combustione dello "olocausto", sono responsabili degli effetti (da) sempre apprezzati di questo "sacrificio sconsacrato"?

In ogni caso, la  modalità di assunzione del farmaco è determinante nel nostro approccio; per qualcuno l'idea dell'iniezione è spaventosa, per altri lussuriosa; l'idea di "mangiare una droga" suona paradossalmente "strana", in un Paese dove si consuma gliadina a tutto spiano, da mane a sera, e per quanto "pseudo", essa ha le sue brave caratteristiche "oppiacee" perfettamente funzionanti sui nostri recettori oppioidi, nei nostri visceri superiori e inferiori; sul fatto che siamo tutti drogati pesantemente non sia ha la benché minima coscienza, malgrado ci si basi sulle informazioni riportate da ogni enciclopedia, compresa quella libera, e gratuita, e non sui siti dei "teorici del complotto".

La cerimonia dell'intossicazione, opposta a quella della celebrazione del cibo, e quindi della "natura", appaiono inconciliabili nella nostra logosfera, in cui il Mito della Morte abbraccia ogni cosa, travestito da Mito della Vita.

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Ora, dopo averlo descritto nei particolari, la mia esistenza che si era interrotta lasciandomi in una sorta di limbo mnemonico per qualche ora disperata è ripresa nella condizione illusoria originale, per cui questa "realtà" appare distinta e differenziata in modo essenziale dal "sogno"; ma è ripresa dopo un evento che per quanto possa apparire irrilevante ai non-superstiziosi riconferma in maniera simbolica il reale significato della super-stizione, che per definizione sta al di sopra, e come si è visto questa è pure l'etimologia dell'incubo, che sta sopra rispetto al succube, sotto-messo.
Invero una strana combinazione, o "coincidenza", nello stesso mondo in cui la superstizione religiosa ha tramutate in masse amorfe miliardi di cittadini apparente-mente capaci di ragionamenti logici e pensiero critico; perché per il cristiano la transustanziazione è un dogma (di tipo alimentare) e per accettare questo senza riserve, come richiede la indiscutibilità della legge religiosa, occorre essere seriamente disturbati, o come direbbe il Sig. Ricci, "disagiati mentali".

Questa è una Altra Vita, quindi, che mi ha di-mostrato ancora una volta come questa Qui e Ora sia la più incredibile esperienza, -in senso letterale- indefinitamente superiore alla somma di ogni sua parte, che sia un giorno, oppure un anno, o un atto dei 4 atti Classici a cui corrispondono le età dell'uomo, di ogni possibile "senso" si voglia dare a questa struttura crono-logica che è il fulcro della nostra illusione spaziale, o "dimensionale". Per me è certo che è possibile annullare questa illusione, e osservare la Scena così come E', una sequenza di informazioni percepibili come "colori" nella completa assenza di "spazio", la Uni-Dimensionalità del Tutto, che ho paragonato prima ad un "libro animato" con la tecnologia genetica della "vita", riconoscibile e inconfondibile nella matrice frattale di ogni forma "naturale".

Il TUTTO stesso dunque, in termini matematici, riconduce alla realtà Unica, dello Uno e dello Zero (o non-Uno) che ognuno di noi rappresenta in quanto "I-0", e  porta alla ovvia conclusione che la "natura" sia una creazione, un artefatto, apparentemente un sistema biologico chiuso alimentato da un flusso elettro-magnetico alternato in cui ogni singolo è un sistema indivi-duale funzionante secondo la stessa ; questo flusso è lo stesso concetto del "prana" del "qi", del "pneuma" o soffio vitale, o forza che pervade tutto e ogni cosa, e tutti noi. 
Il termine "forza" che ricorda la versione "fantascientifica" dello stesso concetto nei films di Star Wars ("The Force"), è utilizzato anche per descrivere la infame "forza di gravità", e ogni altra possibile forza -anche reale- nelle scienze naturali; la mia idea personale è quella di una TENSIONE isolata a livello energetico, la quale crea una pressione interna in un vuoto, e così si "divide il cielo dalla terra", e il tutto dal nulla.

Questo concetto del pneuma, che "ha avuto un uso nelle dottrine filosofiche attraverso i secoli seppur legato al significato originale di volta in volta veniva declinato in base alla dottrina filosofica o religiosa che lo inquadrava nella propria dottrina" (sempre Wikipedia) oggi viene menzionato nella misteriosa logosfera cattolica soprattutto nel contesto meccanico, quando occorre cambiare una gomma dell'auto, e allora si parla di qualcosa di pneumatico. Cioè, relativo all'aria; oppure del martello pneumatico; quella è tutta la "aria" che si respira nel mondo delle automobili, del motore a scoppio, delle peggiori tecnologie mai escogitate per il tornaconto di molti e il danno di tutti. Nessuno parla mai del pneuma, se non ha lezione di filosofia, o di religione, e simili nozioni sono tutte poste allo stesso livello del Piano Terreno, che per la scienza è quello di un pallone rotante nel vuoto. 
Ma non pneumatico. 

Nessuno parla del qi, o del prana, ma nemmeno del mana, del wakan, e di ogni altro nome che è stato dato all'unica, singola forza primaria che possiamo misurare e accumulare, trasformare e trasmettere. e che soprattutto rappresentiamo, senza conoscerne la fonte, con questi nostri corpi che esprimono ogni nostra volontà trasmessa per impulsi elettrici dal cervello ai nervi, ai muscoli. la lingua che parla o le mani che scrivono, e ogni nostra espressione di "vita" che si manifesta con il movimento e la azione fisica.


AZIONE!!

Forse in effetti siamo simili agli anima-li delle specie terrestri, ma come ognuno di loro siamo alimentati a corrente, e già questa consapevolezza dovrebbe ispirare una riflessione profonda.

Perché siamo già alimentati, in qualche modo, e ad ogni modo; siamo animati, appunto, o animali.
Perché dobbiamo "sovralimentarci" come facciamo abitualmente, per creare squilibrio e degrado in misura sempre maggiore, fino al collasso del sistema?
Siamo composti in gran parte di acqua, perché dovremmo avere bisogno di altro, a livello fisico, per restare organismi funzionali composti in gran parte di acqua?
Una volta rivelato come tale il mito delle proteine, perché dovrei credere in quello degli amminoacidi, più o meno "essenziali"?

Perché dovrei credere -e non altro-  ad una singola parola di questo mondo-di-parole?

Il fatto è che se pure fossimo androidi come quelli del serial Westworld, ognuno programmato per fare la sua parte nel teatrino prefabbricato della parrocchia di appartenenza, saremmo anche programmati per credere di essere "naturali", parte integrante, seppure inspiegabilmente isolata, di un "ambiente" - o scenario- "naturale" -- la letteratura e il cinema di "fantascienza" ci hanno offerti i più svariati esempi di questo paradosso che io ritengo il più prossimo alla nostra "realtà".
Di "replicanti" di noi stessi.
Come avevo già concluso altrove, non importa il materiale, per cui noi siamo disposti ad accettare tessuti muscolari e connessioni neurali, "carne e ossa", distinti dal legno e dal metallo, come i principi che rendono in qualche modo assoluta la realtà di un uomo distinto dal burattino e dal robot; come nel capolavoro massonico ed esoterico del Collodi, Pinocchio ha la volontà di divenire un "vero bambino" e al termine di tante fiabesche e simboliche avventure riuscirà nel suo intento, questa è la sua "realizzazione", cioè del divenire "reale" rispetto al suo ruolo teatrale (rappresentato dalla prigionia del Mangiafoco); ma Pinocchio è la storia di un pezzo di legno, e questo è il messaggio che sembra essere sfuggito a tanti, da far pensare che la loro testa sia fatta di Pino, proprio come quella del burattino che si muoveva senza fili. Del resto, il Collodi conosceva già la fiaba dell'uomo di argilla, descritta nell'argilla, perché la sapeva lunga.

Il legno marcisce, il metallo si arrugginisce, "carne e ossa" subiscono processi di deterioramento irreversibile a livello "cellulare", che infine provocano un malfunzionamento dell'intero sistema, e la sua cessazione.
Ma cosa causa il deterioramento di un sistema isolato, se non il suo stesso uso? E di un sistema che in gran parte è impegnato nella trasformazione di energia, da materia solida a impulsi elettrici, quale potrebbe essere la causa primaria del deterioramento, se non la famosa seconda legge della termodinamica?
Se prendiamo per buona questa fisica "tradizionale" che è essenzialmente una "scienza per le macchine", nata in piena espansione o "rivoluzione" industriale, a sostegno di quei principi che ancora oggi ci impongono il motore a scoppio nell'auto e la cucina a gas, e le centrali a carbone (e i dinosauri nei musei e nei films=) la Alimentazione della Macchina è la causa primaria della sua usura, quale che sia l'uso che ne facciamo. Perché la macchina funziona, in ogni caso, anche mentre "non fa nulla"; il corpo umano smette di fare qualcosa quando l'uomo smette di vivere, ma fino ad allora non fa altro che funzionare. Cioè. vivere. Malgrado tutto.

La consapevolezza "respirariana" è questa, della intossicazione quotidiana che viene simbolica-mente rappresentata durante la Finzione Religiosa cristiana, con il rito della "comunione" che accomuna tutti nella parodia del rito sacro, dall'antichità "pagana" e sciamanica, alla "simbologia allegorica" del pane di frumento > glutine > gliadina > PSEUDO oppiaceo, rispetto alla genuina cerimonia di intossicazione rituale propria delle culture esoteriche e tribali; questo rito è nel contempo la parodia della cerimonia del pasto quotidiano, durante la quale oggi il consumatore medio commette crimini atroci contro di sé e diversi altri individui dai quali derivano i suoi "prodotti alimentari", e ignora completamente il significato rituale del suo proprio sacrificio, commesso con la convinzione di ottenere energia, e costringendo però l'organismo ad utilizzarla per trasformare l'oro (del grano) in letame.

E infine, come può chi è giunto a tali conclusioni insistere nella propria dipendenza volontaria, conoscendone gli esiti invariabilmente nefasti?

Domanda retorica, forse la più retorica di tutte le domande.
Non è la più esotica delle mie alternative.

Strano, che il concetto di "tensione" e di "pressione" siano l'opposto di ex-stasi (der. di ἐξίστημι «mettere fuori» e, come intr. e nel medio, «uscire di sé» - Treccani.it) e di ex-pressione... E questa è proprio la espressione che utilizzai (anche) l'anno scorso per descrivere la sublime esperienza del digiuno, una estasi in continuo crescendo, qualcosa che per me era inimmaginabile malgrado si trattasse soltanto -nella prospettiva respirariana- della prima fase, di "riassestamento" dell'organismo e di liberazione dal "peso" costante e del logorio continuo...

L'amico Webrasta intanto è vivo e sta bene, abbastanza da formulare pensieri intelligibili; riporto volentieri il suo ultimo messaggio in merito alla sua scelta nutrizionale:

"Nessun aggiornamento eclatante sulla dieta (che non seguo): alterno periodi +/- lunghi di astinenza (4-6 gg) a episodi (1-2 gg) di alimentazione (qui qualcuno riderebbe, visto il mio "menu" :). Posso però confermare una cosa riferita da Pilartz nell'intervista, cioè la constatazione che subito dopo l'assunzione di cibo il corpo vuole evacuarlo, a conferma del ns sospetto che sia più veleno che nutrimento. Qualche vampata di calore, senso di "fame riflessa" - attivato da vista-olfatto come reazione alle altrui preparazioni, non fame vera e propria, che cmq si trasforma quasi immediatamente in fastidio-nausea - e molta, molta introspezione. Tanta, che ho il sospetto che quando mangio lo faccio più per abbassare la frequenza operativa (raffreddare "la rete") più che per un'effettiva necessità fisiologica. Ciò sembrerebbe confermare che la difficoltà maggiore al conseguimento della cd Liberazione sia una questione di energia psico-nervosa necessaria per affrontarla/sostenerla più che di limitazioni mentali o "spirituali": il terrore di scoprirsi infinito..."

Tre punti che trascendono le capacità di comprensione di un organismo de-finito "umano"...
Adesso che lo "spirito santo" ha ri-de/finita ancora la mia visione delle cose, e ho finalmente una vera nuova canzone dei Gorillaz da ascoltare, dovrei escogitare qualcosa di definitiva-mente Nuovo, anch'io.

venerdì 9 giugno 2017

Lo "Spirito Santo"

Una delle foto scattate oggi, così come è stata presa dal cellulare:


Un dettaglio ingrandito della foto con aumento del contrasto:


Se questa è una semplice "idrometeora", nient'altro che un "cumulo" di vapore acqueo sospeso nel vento, dobbiamo ammettere -ancora una volta- che una simile composizione è quantomeno improbabile. Anche oggi ho scattate centinaia di foto simili, e tutte loro com-provano la mia tesi, e il mio modello degli SPMM, o Sistemi Polimorfi Metamorfici Modulari.
Mi limito a qualche esempio, dove ho modificati livelli e contrasto per evidenziare le forme:








Come ha suggerito Mr. WebRasta esiste una "Società di Estimatori delle Nuvole" in Gran Bretagna, e temo che potrei addirittura esservi stato affiliato, in un qualche passato, quando non chiedevano denari per poter guardare le nuvole; è la cloudappreciationsociety.org.
Quindi esiste gente che passa del tempo ad osservare e/o fotografare le nuvole, e da diverso tempo; ma nessuno di loro sembra aver mai notati certi dettagli che rendono l'attività del cloud watching uno studio metodico della realtà illusoria, e della reale illusione di questo mondo.
Sembra che la gente sia in grado di guardare, ma non di vedere.

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La mia vita è profondamente cambiata negli ultimi giorni, dopo aver assistito durante l'esibizione di un Colombaccio  in volo al più sconcertante spettacolo.
La leggenda vuole che io abbia vissuto questo momento di bellezza surreale, un paio di giorni fa.
Qualcosa di cui non ho mai letto o sentito nulla: il volatile che è solito "tuffarsi" in basso per poi planare in risalita, assume una posizione ortogonale rispetto al suolo, le ali spiegate e il petto in fuori, e sembra restare sospeso nell'aria, perfettamente immobile, per un eterno istante.

La cosa mi lascia letteralmente a bocca aperta; la mia mente si fa confusa...
Quel momento di pura bellezza sembra occupare l'eternità, di cui questa vita è un frammento.
A sera (questo ricordo) leggo su internet un articolo in italiano, in cui si menziona la postura del colombaccio detta "dello spirito santo".
O almeno, questo è ciò che credo di avere fatto; perché ricordare significa essenzial-mente credere, così come si crede sempre che ci sarà un domani, anche nell'ultimo giorno della nostra vita.

Ora, ho spulciata la cronologia di Chrome alla ricerca di quell'articolo, ma non ce n'è traccia; ricordo che esso menzionava solo brevemente questo particolare, nei termini di cui sopra, quindi sarebbe virtualmente impossibile ritrovarlo. E questi termini non danno risultati nemmeno fuori dalla mia memoria elettronica crono-logica, Qui e Ora; infatti Google non rende alcun risultato specifico con queste parole-chiave in Italiano (perché l'articolo, io credo, era in Italiano).

Allora subentra il Dubbio, maiuscolo: che io abbia sognata quella visione, e questo spiega l'assenza di un "link" con la realtà informatica, elettronica, di cui partecipo attivamente da e per tanto tempo da considerarla ormai tanto reale quanto la (illusoria) "realtà" fisica.
Ma della mia memoria partecipa anche l'attimo in cui ricordo improvvisamente la visione, nitida  e vivida, stupefacente, e questa emozione si dimostra tanto reale da riempire i miei occhi di lacrime; può essere il ricordo di un "sogno" così profondo da creare una simile reazione?
Questo è l'interrogativo senza risposta.

Oggi questa memoria, che sia di un sogno o della veglia, non mi fa più un effetto simile; ma di questo ho un ricordo profondamente inciso in me, e questo infine è ciò che rende in qualche modo "reale" tutto, e qualunque cosa, la nostra reazione.Tutto è una reazione a ciò che siamo noi. E viceversa.
Così la mia esistenza è cambiata quando un particolare evento, una "visione" particolarmente significativa (soprattutto nella logosfera cristiana) ha le stesse possibilità di essere parte di una realtà "cronologica", quanto di quella "onirica"; forse questi sono i termini più esatti per distinguere i due differenti stati dell'essere.
Mentre io sono convinto di avere lette quelle precise parole, di una posa in volo detta "dello spirito santo", Chrome è ancora più convinto di non averle memorizzate, e così pure Google non mi aiuta a trovarle online. E se poi le trovassi, mi rifarei a delle parole comparse sul monitor del PC per convalidare la mia "realtà fisica", compresa nei limiti della mia memoria, e quindi nella mia mente?

I due seguenti video trovati su YouTube confermano il fatto che il Colombaccio è in grado di fermarsi in volo, e assumere la posa caratteristica di cui ricordo; dunque se l'avessi sognata, senza averla mai vista prima, la cosa sarebbe ancora più sorprendente.... Ma ora che l'ho rivisto con gli stessi occhi usati l'altro giorno, so con certezza che si trattava di una visione tanto "reale" quanto quella del monitor davanti a me in questo momento, Qui e Ora. 
C'è ancora qualcosa in grado di sorprendermi a questo mondo, al punto di dubitare della realtà stessa, per quanto ne conosca la natura illusoria. E questo, io credo, è bene.



Su internet e anche su YouTube si trovano anche delle ricette che hanno per protagonista il Colombaccio.

E questo NON è bene.

Ora che le immagini dei video, su un video, mi hanno di-mostrato che quanto ho visto l'altro giorno era "reale" e non un "sogno", al di là del possibile articolo letto, il mio ricordo è ancora più straordinario perché, quale che sia il motivo per cui questi volatili fanno una cosa simile, questo lo fece proprio davanti a me, a pochi metri sopra la mia testa, fermandosi nell'aria e lasciandomi con il fiato sospeso, e l'impressione che TUTTO fosse fermo attorno a lui, e che l'universo intero si fosse arrestato per guardare solo quello.

Con-fondere sogno e realtà può essere bello, specialmente se alla fine scopri che il "sogno" era in effetti una "realtà"; questo mi dà un'idea meno vaga della mia Illusione.
E questo per me resterà il ricordo dello "spirito santo", fra virgolette.