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sabato 28 ottobre 2017

Fumo Parlante

Nel 2015 dei ricercatori Inglesi hanno scoperto che se davano glucosio alle cavie prima del cibo quelle poi mangiavano di meno; da cui la "possibilità per l’uomo di ridurre il suo senso di appetito, dunque mangiare di meno, se prima di ogni pasto vero e proprio consumasse un alimento ad alto contenuto di glucosio, come appunto un dolce."

(http://www.meteoweb.eu/2015/01/golosita-non-vizio-cervello-ce-chiede/380293/#dAFHzYiBlAEtrvo6.99)

Wikipedia docet:
"Il glucosio è il principale prodotto della fotosintesi ed è il combustibile della respirazione."
"Il fruttosio ed il galattosio, altri zuccheri che si formano dalla scissione dei carboidrati, vengono indirizzati al fegato, dove vengono a loro volta convertiti in glucosio. Questo percorso più lungo ne fa degli zuccheri più adatti per un utilizzo dilazionato nel tempo, in quanto il loro indice glicemico è inferiore, ma la loro efficacia è più duratura, in virtù del lento rilascio in forma di glucosio da parte del fegato."
E dunque le nozioni wikipediche di base smentiscono la validità del suggerimento di meteoweb per il consumatore umano, da che l'efficacia degli zuccheri che si trovano nella frutta è più duratura, e pertanto l'alimento da consumare prima del pasto dovrebbe contenere fruttosio -- il galattosio si trova nel "latte vaccino", che non si può consigliare ad altri che ai vitelli -- e non quello che invece contiene "un dolce", che in genere è il letale saccarosio; ovviamente il fruttosio in polvere non è meno sconsigliabile del saccarosio, o del galattosio, o di qualunque 'zucchero aggiunto', o dolcificante di sorta.

Se si mangia una mela prima del pasto, poi si mangia senz'altro meno; se si mangiano una mela e una banana, potrebbe non essere necessario un "pasto" successivo....

Quella alimentare è una questione oltremodo delicata, e ulteriormente complicata dal fattore del 'bilanciamento', degli equilibri che sono relativi al singolo organismo, alla "costituzione fisica" individuale e anche alle attività dell'utente organico durante la giornata. Ma l'informazione, a livello generale, è utile.

  • Perché la credenza erronea che i carboidrati facciano ingrassare è così diffusa? Vi sono due ragioni principali: innanzitutto, la nostra cultura ha creato e prodotto in massa un tipo di carboidrati completamente innaturali, lo zucchero bianco e la farina bianca raffinati, utilizzati dall'industria alimentare per produrre cibi spazzatura che sono anche ricchi di grasso. Hanno un alto indice glicemico e si scompongono troppo velocemente nel corpo, squilibrando il livello di glucosio nel sangue; i nutrizionisti, giustamente, concordano che è meglio evitarli. In secondo luogo, questi carboidrati raffinati artificiali sono diventati il capro espiatorio della nostra cultura dell'allevamento, poiché l'ultima cosa che vogliamo ammettere è che l'origine dell'obesità e degli altri problemi che ci affliggono sono i cibi animali che caratterizzano la nostra alimentazione.
    Così demonizziamo erroneamente i «carboidrati», che sono invece il combustibile naturale e sano con cui la nostra fisiologia di pace è destinata a funzionare. (Will Tuttle)

(https://it.wikiquote.org/wiki/Glucidi)

Lipidi, glucidi, proteine, ogni carburante che alimenta il corpo umano è causa della sua distruzione finale, in vario grado; ma notiamo ancora la tendenza: i nutrizionisti sconsigliano a tutti quelli che sono i cibi consumati da tutti, in part. nel Belpaese, come la pasta e il pane; quindi gli esperti del settore sembrano concordare nell'affermazione che gli "alimenti di base" per milioni di persone sono in realtà veleni di base...
E ne consegue che ogni altra sostanza d'abuso, o droga non-alimentare, è solo il "colpo di grazia". 
Possiamo credere che simili informazioni siano state "scoperte" solo in tempi recenti, e che dall'epoca di Ippocrate -che sembrava saperne molto più dei medici moderni- il sistema sanitario sia evoluto in favore della salute del paziente, e non del conto corrente di qualcuno. Ma è una questione di fede.



...e perché mai privarsi di una bella tazza di cicuta calda, ogni tanto?

(Foto Fox Animal)

VOLPONI!!!
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Di Ripnel Patricia - Opera propria, GFDL, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11354134

Un altro tratto caratteristico del mio "segno solare", le cui qualità precipue de-finiscono il mio proprio personaggio Qui e Ora, lo IndiviDuo "saturnino" pre-destinato all'ascesa, ovvero il Capricorno, è la sua qualità più ovvia, letteral-mente, che è data dalla sua raffigurazione classica; la simbologia della coda di pesce che rappresenta il legame con l'abisso primordiale, e della testa di capro che si riferisce alla sua natura alpina e dunque al 'destino' del segno, nascondono la realtà simbologica stessa dei due animali, il primo associato alla figura del messia cristo-logico, e il secondo al diavolo in persona, o "Satana", secondo la rappresentazione storicamente recente di Eliphas Levi cara ai satanisti coi tratti caprini tipici dell'iconografia medievale, che rimandano a Pan e ai satiri dell'antichità Greca.



Wikipedia - Public Domain
"Lo Ichthys adottato come simbolo Cristiano."

Di Thomasdybek - Opera propria, CC BY-SA 3.0
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10861987
"Coro della cattedrale di Bad Doberan"

Difficilmente leggerete questa informazione altrove, perché così come si omette l'assurdità del mangiare ciò che è destinato ai vitelli quando si tratta di "latte", allo stesso modo si può trascurare ciò che in teoria non potrebbe essere più chiaro, come l'ibrido pescecaprino raffigurato sugli oroscopi: 
  se il latte proviene da una vacca durante la gestazione e dopo il parto, non viene prodotto per l'essere umano, e se il segno del Capricorno è metà "dio" e metà "diavolo" secondo la iconografica 'tradizionale' giudeo-cristiana, non vale mai la pena di farlo notare, il suo significato non richiede altre spiegazioni; è troppo banale, e "scontato", quindi possiamo anche fare a meno di saperlo.



Wikipedia - Pubblico dominio
"Il capricorno (Capricornus); uno dei segni dello zodiaco completo 
figurante sul portale sinistro della facciata della cattedrale di Amiens."
(Trad. mia)

Leggo ora su Wikipedia che la mia preferenza per la assenza di colori, da me espressa dalla metà degli anni '80 fino a qualche anno fa, era ed è di fatto parte integrante del personaggio astrologico:

"Il colore da portare è il nero.[4]"

Ora, non so dove si vorrebbe mai portare il nero -che NON è un colore, comunque- secondo Wikipedia, ma se si intende "indossarlo", questo è proprio ciò che ho fatto per gran parte della mia vita, senza avere mai letta prima questa, che si direbbe una regola universale e una legge indiscutibile per ogni appartenente al "mio" segno. Quindi, sono costretto a concludere che il ruolo di questo personaggio, il cui attuale e paradossale nom-de-plume rimanda (anche) alla livrea quasi-incolore del Coelus monedula (compreso il grigio, che era la mia antica sciarpa sopra gli abiti neri=) era stato scritto ben prima che io sapessi di interpretarlo -- in un modo o nell'altro. 

Questa è per me l'ennesima conferma della esattezza della scienza astro-logica, le cui reliquie seppure sparse nella cultura popolare moderna -Wikipedia compresa- mi com-provano puntualmente una sorta di "coincidenza" o "combinazione" cosmica, l'esistenza di un archetipo del mio proprio modello indiviDuale, cioè della "persona" (maschera teatrale) che rappresento Qui e Ora.
Anche se non mi vesto più di nero; o non lo porto più -- in giro con me.

Si può ovvia-mente supporre che ogni umano IndiviDuo così detto, abbia una 'personalità duplice', per cui tutti i nati sotto ogni segno dello zodiaco condividono questa doppia natura divina e diabolica; ma è altrettanto facile concludere che nessun altro segno la possa rappresentare con altrettanta chiarezza, e in relazione a due concetti particolari della sfera mistico-religiosa che interessano unicamente la logosfera cattolica, in cui l'iconografia relativa ai due personaggi è soltanto quella del pesce per il Cristo (a partire dall'antico dio degli Ebrei, Oannes), e dell'irco, per la sua nemesi letteraria.

Pertanto, la scienza astro-logica ha prevista dall'inizio dei tempi l'esistenza di questo personaggio scrivente Qui e Ora, che ha sempre portato il nero (in segno di lutto) e che a circa mezzo secolo dalla sua entrata in scena si è accorto -casual-mente- del fatto che il suo ruolo pre-destinato è la rappresentazione simbolica dello IndiviDuo Umano in sé e per sé, nella sua completa e totale ambiguità, di ombra e luce percepite in un limbo incolore, di Gloria e Dannazione vissute in una totale, ordinaria indifferenza. Di Tutto, e di Niente, che non esistono uno senza l'altro; che si completano annullandosi a vicenda; e questo certo vale per chiunque de-finisca sé stesso con una sillaba tanto chiara nel suo significato informatico di I-0, ma per qualche motivo, evidente-mente, vale soprattutto per questo "io" particolare, l'unico nel quale in un modo o nell'altro posso o devo ri-conoscermi.

Questa breve ricerca nella logosfera Inglese mi ha portato a ri-considerare il "trucco" finora trascurato del termine "minster" (come in Westminster) che è un titolo onorifico per una "chiesa" pari all'Italiano "cattedrale" (lett. cathedral); nel nostro "Scrabble" quotidiano, ci avvantaggiamo di qualche punto con questa parola che si pone tra il Latino mĭnistĕr (ministră, ministrum) più o meno invariato nell'Inglese moderno (e varie altre lingue Germaniche e romanze), compreso il nostro MINISTER-o, e il MISTER-o di cui ho scritto in questo post.
Non voglio insistere sulla evidente affinità del termine minster con il monster (mostro), che del resto appare inevitabile trattandosi della lingua British (Britannico), parola quanto meno affine a Brutish (brutale, o "somigliante a, o caratteristico di un bruto" - Google - Trad. mia)

Riporto l'etimologia del minster che, per quanto ovvia, potrebbe sfuggire al lettore disattento:
"Il termine minster (Inglese Antico mynster) era una variante del Latino monasterium.[2] Nelle più antiche fonti Inglesi, monasterium e mynster erano intercambiabili.[3]
(Id. - Trad. mia)
Il nostro moderno monastero del resto è piuttosto simile al ministero; ma anche questa è una "combinazione", che risulta vincente solo giocando a "Scarabeo". 

Infine, è sempre la solita Minestra
derivazione di minestrare, dal latino ministrare, che deriva da minister cioè "servitoreaiutante"
il servo che un tempo era incaricato di amminestrare la casa oggi è impersonato dall'uomo politico al servizio della comunità, che si prende cura della minestra facendola sparire tutta con grande zelo.
I ministri del culto, dal canto loro, rendono un gran servizio all'utenza spirituale mantenendo vivo e intatto l'antico mistero di come rendere in pane un corpo, e un vivo in morto.
Purché si celebri secondo l'antica tradizione, libando il calice DiVino...

TUTTO gira attorno al CIBO, e oggi capisco il perché; se il cibo non rappresentasse una vera e propria ossessione quotidiana e una compulsione cronica per ogni consumatore al mondo, con il potere meta-fisico di ogni droga pesante, non si potrebbe giustificare la condizione di schiavitù perenne a cui si sottopone l'umanità intera volontaria-mente, quando la "volontà" è tesa innanzitutto a soddisfare la sua fame chimica; tutto il resto è relativo e secondario rispetto ad uno stato di "ebbrezza" (tra virgolette) semi-inconsapevole, apparentemente controllato, abituale, e perfettamente lecito, condiviso dalle masse dell'utenza alimentare globale. Lo si tratta come un istinto, ma non è connaturato nell'uomo, e se lo fosse non lo sapremmo mai, perché tutti i bambini vengono allattati dalle madri e il latte materno come quello vaccino contiene un principio attivo, l' endocannabinoide arachidonoilglicerolo -o 2AG- e la digestione della caseina produce casomorfina (voce assente da Wikipedia Italia).

Soltanto l'astinenza da questo vizio di sostegno può rivelare il ruolo del Buon Pane come sostanza d'abuso alimentare paragonabile agli oppiacei, l'unica evidenza valida e inconfutabile per ognuno di noi del potere esercitato da questo pharmakós dagli esiti nefasti; esso non è soltanto il "cibo" per antonomasia ma, date le caratteristiche bio-chimiche del Grano -attorno a cui ruota il "grano"- è la droga perfetta per il popolo, che simula gli effetti narcotici dell'oppio eccitando i nostri recettori oppioidi, senza alcun reale effetto psicoattivo. Al contrario, il glutine ha un effetto sedativo per la mente, come inibitore del flusso sanguigno diretto alla corteccia frontale; è l'opposto di psicoattivo, e io non esiterei a definirlo uno psicogeno. Questa roba spegne il cervello; il che si può considerare un grande vantaggio per chi non è solito utilizzarlo, in termini di risparmio energetico.

Oggi io utilizzo questo narcotico alimentare con la mia solita inguaribile simpatia per la psiconautica, con l'unica precauzione possibile per contenere gli effetti di una simile grave intossicazione, che è una dieta a base di soli vegetali preferibilmente crudi e frutta fresca; questa novità ha rivoluzionata la mia visione del quadro sinottico, in termini socio/psico-logici, ma anche la mia dieta psichedelica, avendo ri-conosciute le qualità 'nascoste' dei farinacei nell'unico modo possibile, attraverso la loro assenza. Per cui oggi so bene di cosa si tratta quando si parla di "pane", ovvero una forma solida che nel gergo si estende ad altre sostanze d'abuso oltre il grano, come l'hashish e l'oppio; è una droga potente, ed estremamente economica rispetto alle (altre) droghe di strada; anche se, tutto considerato, il suo prezzo sul mercato è comunque vergognoso.

Da questa mattina non ho ancora assunta una singola molecola di gliadina, e ne ho piena coscienza dopo circa 12 ore, quando il richiamo sempre vivo durante la giornata è ravvivato ulteriormente dalle tenebre notturne e dal miraggio del "calore"; ho presa una banana frullata come pranzo, e un piatto di zucca arrostita e polenta a cena. L'umore ottimo al mattino è presto degenerato, e sempre più rapidamente con le prime ombre della sera, malgrado la lunga esposizione al Sole del pomeriggio.
 A sera fatta ucciderei per un panino, ma mi rendo conto che l'unico potenziale cadavere del caso alla fine sarebbe il mio, e che il processo per liberarmi dei resti mortali seguirebbe il solito iter clinico-patologico che è ormai lo standard sanitario globale

Così per me al momento il flusso solare -e pranico- è in grado di sostituire quello della valanga materica del pasto in ragione della sua potenza durante il corso della giornata, e la notte è ancora il regno della suprema tentazione, in cui l'ombra domina incontrastata sulla mente come sul corpo, rinchiuso nella scatola-per-gente, mentre la temperatura in discesa causa il solito miraggio, il richiamo della Caloria, del calore interno, che ritengo essere l'attrattiva più irresistibile di ogni sostanza d'abuso alimentare al di là di ogni reazione bio-chimica... Soltanto una ROYAL Gala può risolvere la situazione, al momento.

...

Nuove idee



Dal post del gruppo Facebok The Occult University Library, che cita un celebre pensatore:

"La cosa più importante che ho imparata sulla teoria della cospirazione, è che i teorici della cospirazione credono nella cospirazione perché è più confortevole. La verità del mondo è che esso è veramente caotico. La verità è che non sono gli Illuminati, o una cospirazione del sistema Bancario Giudaico, o una Teoria dell'Alieno Grigio. La verità è molto più spaventosa - Nessuno ha il controllo. Il mondo è privo di timone. ~ Alan Moore"
(SIC - Trad. mia)

Devo far notare che io non credo nella cospirazione, e che le informazioni riportate nel blog su tutte le ipotesi riguardanti i fantomatici "Illuminati", i giudei e l'occasionale alieno, sono prove di una sorta di complotto universale ordito da tutti contro tutti, piuttosto che da nessuno contro nessuno, il che è in pratica lo stesso -ma al contrario- di ciò che afferma Moore riguardo il Caos regnante, mentre è indiscutibile la funzione precipua di quel "complesso militar-industriale" nominato da Eisenhower e Kennedy, che attualmente è assimilabile alla forma di Governo Globale in fieri. Ovvero, la SuperMafia Universale; che non solo possiede flotte navali e aeree, interi eserciti e cannoni e carri armati e droni, e "tutori dell'Ordine" che pattugliano le strade delle città, ma è in grado di minacciare l'intera umanità con un arma fantastica e impareggiabile come la prodigiosa "bomba atomica"...La Super Potenza!!!

Ricordiamo che il motto Massonico del 33° è "Ordo Ad Chao", ovvero "l'Ordine dal Caos", e l'unico ordine sulla Terra nel presunto caos universale di Moore è quello imposto dalle Autorità, i Maestri Occulti dell'Umanità; se i metodi di ordinamento summenzionati non facessero pensare ad una Maiuscola Cospirazione Anti-Umana, non tenderei a crederci, o eviterei volentieri di farlo; la cosa certa è che i complici del Più Grande Complotto sulla Terra sono più o meno tutti i suoi abitanti, tutti più o meno inconsapevoli di esserlo. Questo è il problema.

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Un ritaglio dal mio desktop virtuale: proviene da The Mysteries of Magic: A Digest of the Writings of Eliphas Levi  di A. E. Waite (1886):


Trad.: "L'agente segreto della magnus opus . . . è l'Elettricità Magnetizzata."

Posso solo augurarmi che queste poche parole dicano tanto al mio lettore, quanto hanno detto a me.

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Intanto i vegans anglofoni insistono su Facebook:


Trad.: "Chi ha provato uno di questi? Qual'è da comprare?"

come vediamo, certi prodotti alimentari a base di tofu o di seitan simulano nella forma e nella consistenza quelle dei buoni, vecchi cadaveri macinati e ricomposti in "polpettoni", in cui la loro natura mortale è del tutto irriconoscibile; al contrario, questi prodotti "vegan" riproducono ciò che malgrado tutto, in quanto ex-sarcofagi, sapevamo essere  derivato da una carcassa animale... Ipocrisia per tutti i gusti...
Ma per quale motivo sarà mai diventato "vegan" Mr. Aj Popoca? Per dedicarsi alle nuove invenzioni dell'industria per intossicare al meglio l'utenza alimentare non-carnivora?

Wikipedia Spagna ci porta lontani dal soggetto e dal suo dilemma, con il lemma dedicato a questo antico vocabolo che corrisponde al suo nome, o avatar:
"Popoca. In náhuatlfumo; disperdere vapore o aromaverbo intransitivo che deriva dalla radíce pōc-pōctlifumoriduplicazione parziale di pōc-, ovvero, [po]pōc-a). Iconograficamente, secondo la cosmogonía nahua, il termine si rappresenta mediante volute o vírgole di fumo o vapore che esala dalla bocca, significante: 'respiro', 'parola'. Cognome azteco originario del Messico centrale. Nome di un guerriero che secondo la mitología azteca gli dei convertirono in montagna: il Popocatépetl."
(https://es.wikipedia.org/wiki/Popoca - Trad. mia) 

Valeva la pena di annotare il passaggio, solo per la scoperta di un vocabolo di origine mito-logica posto a significare nel contempo il concetto di 'respiro' e 'parola'; noi non abbiamo nulla di simile in Italiano, ma in compenso abbiamo l'idea internazionale del "fumetto", che proprio come il popoca nahua è un (piccolo) "fumo", un respiro visibile che esprime delle parole. Immagino che i discorsi del Señor Popocatépetl non siano molto graditi dalla popolazione locale...

De PopocaAL - Trabajo propio, CC BY-SA 3.0
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=17636907
"Codice Mendocino. Glifo di 'fumo o vapore' in bocca e registro, come rappresentazione della parola parlata e scritta"
(Trad. mia)

"Matricola di Huexotzingo. 
Glifi nahuas: popoca 'fumare'; tlatoa 'parlare'."
(Trad. mia)

"Cosmogonia

Secondo la Weltanschauung azteca il fumo è un elemento estraneo, divino, "legato necessariamente ad una entità che lo produce, è un materia visibile che nella sua ascesa capricciosa forma una nube che va svanendo fino a farsi totalmente invisibile… un prodotto volatile che … nella sua fragilità, evoca anche l' idea di essere la materia capace di ascendere e ottenere l'attenzione della deità."1​ Il Codice Fiorentino descrive in questo modo il sentimento del 'fumo' per i mexicas:
Ticcaqui, ticmati in tlein iti tiquitoa, in tiquilnamiqui, in tix, in toiollo, iuxquin poctli, aiavitl mixpantzinco moquetza.4
"Tu ascolti, tu sai, ciò che dentro di noi diciamo, ciò che pensiamo, le nostre menti, i nostri cuori, così come se fosse fumo, nebbia si solleva di fronte a te".
La azione di emettere, emanare, esalare "ciò che dentro di noi diciamo, ciò che pensiamo", internamente intangibile, cioè a dirsi, la conoscenza compresi i sentimenti attraverso il parlato, la scrittura o altri media, era utilizzata nella sua forma verbale popoca "fumare, comunicare la parola, orare, adorare", mentre in castigliano è più comune usare il termine humo [fumo, ndt] come sostantivo.
Tale era l'importanza del dono della parola che il tlatoa 'parlare' è legato al Tlatoani 'colui che parla', il títolo che si dava ai monarca aztechi; e il glifo che si utilizza per 'la parola' è 'popoca'. Esso rappresentava la comunicazione con il sacro, impiegato propriamente per designare colui che aveva l'autorità per parlare 'colui che parla mentre gli altri tacciono', il suo senso è la facoltà del comando. [SIC] propria dei signori aztechi [los señores aztecas.5] L'attributo della parola, il possesso della scrittura, della lettura e della conoscenza dei registri sacri e storici aveva significato di potere, in particolare presso i re, i quali potevano, attraverso la parola detta e scritta, perpetuare il loro passato e permanere vigenti nel futuro. Frate Bernardino de Sahagún registró ciò che, secondo il pensiero náhuatl, si diceva di bocca in bocca dai personaggi ricordati e venerati dai nahuas:
aiamo polivj in jpocio yn jaiauhio.6
"nessuno ha scartato il suo fumo o la sua nebbia".
Tradotto in un senso attuale: "nessuno ha perduta la propria memoria o fama" o "nessuno mantiene vivo il proprio ricordo", altro significato relativo al fumo, ovvero, il trascendere la memoria o il ricordo degli uomini anche dopo la loro morte.

Iconografia

L'uso di glifi di fumo o vapore risale al periodo preclassico mesoamericano, compresi gli Olmechi. La Stele 5 di Izapa, datata dal 300 al 50 a.C., mostra uno dei personaggi principali, probabilmente un re, che esala una voluta di fumo o vapore; nella sua mano un lapis, e accanto i suoi registri o scritti. Tali glifi si trovano anche nel período classico mesoamericano; nelle pitture murali di Teotihuacán e ovviamente dei nahuas.
Nel Codice Mendoza si vede una immagine quasi identica: un personaggio, probabilmente uno 'scriba' tlacuilo, che esala una vírgola di fumo o vapore dalla sua bocca; in una mano un lapis e nell'altra uno scritto con l'immagine di due volute di fumo o vapore [...] come rappresentazione della parola parlata e scritta. Le volute sono disposte in direzione inversamente simmetrica, il che suggerisce la comunicazione tra l'emittente e il recettore. Il colore, la forma e la misura del glifo nelle sue varie accezioni suggeriscono il tono, la forza fonetica o il valore del pensiero emesso. 
Nella maggioranza dei casi il glifo è rappresentato mentre è esalato dalla bocca  mentre in qualche caso, come nel precedente, si trova come rappresentazione della scrittura; e altre volte sembra emergere dalla fronte dei personaggi, degli animali e talvolta dalle cose, come colline e templi [...]
I templi erano il símbolo supremo del potere e della libertà di un popolo. Iconograficamente un tempio bruciato rappresentato con volute di fumo simboleggiava la conquista mediante la guerra.7​Va notato che esisteva una corrispondenza tra le montagne e i templi come simboli di permanenza,8​tanto che sulle insegne di guerra i mexicas portavano rappresentato un monte fumante che chiamavano Popocatepec o Popocatepech, toponimi di Popocatépetl.9​"
(https://es.wikipedia.org/wiki/Popoca - Trad. mia)

Non me lo dite: la mia pagina odierna è un po' poca... 
In effetti la voce dedicata alla antroponimia è altrettanto interessante, ma lascio al mio lettore la facoltà di consultarla, per quanto riguarda il mio post è tempo di chiusura.

Per la nostra puntata serale di "Scrabble", oggi giochiamo ancora con lo Spagnuolo: "Nombre", nome, che con il solo cambiamento dell'iniziale diviene "Hombre", uomo. Il punteggio raddoppia con "hambre", che è fame. Perché l'uomo ha sempre fame, quale che sia il suo nome.

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Il sipario notturno è dedicato a una specie floreale mai vista prima:


e al ritrovamento di una vecchia aMICIzia sulla mia strada


che è sempre una nuova emozione.

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